RASSEGNA STAMPA – LUNEDÌ 18 MAGGIO 2026
A livello internazionale e nazionale spicca l'eccezionale performance dei vigneti d'alta gamma, con il Barolo che guida la classifica mondiale dei costi per ettaro davanti allo Champagne, confermando l'attrattiva dei beni di lusso per i grandi investitori. L’agroindustria mostra una spinta verso il consolidamento e la diversificazione strategica, come dimostrano i piani di espansione all'estero e nel settore del benessere di marchi storici quali Auricchio e Ambrosoli, e il dinamismo dei fondi di private equity come Clessidra, pronto a investire nelle PMI d'eccellenza.
Sul fronte locale piemontese e della grande distribuzione, si registra invece un quadro più complesso: da un lato la crisi delle colture tradizionali quali cereali e riso a causa dell'impennata dei costi produttivi, dall'altro il forte cambio di abitudini dei consumatori che, pur riducendo il valore della singola spesa, premiano le strategie di rete di realtà quali Nova Coop.
La Stampa - Nord Ovest Economia - Campi in crisi / La crisi nei campi (Filippo Massara, Devis Rosso) - L'agricoltura piemontese si trova nel mezzo di una tempesta perfetta. Negli ultimi cinque anni è scomparsa un'azienda su quattro e le superfici coltivate si sono ridotte di quasi il 10% a causa dell'impennata dei costi delle materie prime (carburanti e fertilizzanti) e delle tensioni geopolitiche globali che comprimono i margini. Cereali, mais e riso soffrono maggiormente , mentre comparti d'eccellenza quali la viticoltura e la frutticoltura reagiscono puntando con decisione sull'export e su nuovi mercati alternativi come il Canada.
L'Economia del Corriere della Sera - Terreni e vigneti (d'oro): il Barolo straccia lo Champagne / Barolo, il re milionario dei vigneti le bollicine francesi? Solo seconde (Gino Pagliuca) - Secondo il Wealth Report 2026 di Knight Frank, un ettaro di vigneto destinato al Barolo vale in media 2 milioni e 388 mila euro, superando di quasi 770 mila euro la Côte des Blancs, patria dello Champagne francese. I terreni d'eccellenza italiani attirano sempre più i collezionisti e gli ultra-milionari globali. Nella top 5 nazionale della banca dati Crea del Ministero, alle spalle del re piemontese, si posizionano i vigneti del Lago di Caldaro, seguiti alla pari da Montalcino e Bolgheri, e infine da Valdobbiadene.
L'Economia del Corriere della Sera - Auricchio. Vince chi aggrega Dopo Locatelli altre acquisizioni / Auricchio, dai formaggi ai salumi Sguardo a Est e ancora shopping (Isidoro Trovato) - Il gruppo Auricchio, sinonimo di provolone dal 1877 , ha consolidato un grande polo caseario attraverso l'acquisizione di storici marchi italiani come Locatelli, Colombo e 3B Latte. Con un fatturato di 430 milioni di euro e una quota export che supera il 50% , l'azienda punta ora a crescere in Asia. Tra gli obiettivi futuri per celebrare i 150 anni di storia vi è l'estensione del brand nel comparto dei salumi di alta gamma, come il prosciutto di Parma e la mortadella.
L'Economia del Corriere della Sera - Sano come il miele Il piano di Ambrosoli export e wellness (Severino Salvemini) - La Ambrosoli di Ronago, storica azienda di famiglia che controlla il 30% del mercato nazionale del miele di marca e il 95% delle caramelle al miele , lancia una decisa strategia di diversificazione e internazionalizzazione. Guidata dal direttore generale Federico Foti, l'impresa è sbarcata nel segmento degli integratori e del benessere con la nuova linea Mielness. Con 30 milioni di fatturato, di cui il 25% realizzato negli Stati Uniti , l'obiettivo è ora espandersi nei mercati di Europa e Medio Oriente.
La Repubblica Affari&Finanza - Clessidra investe in pmi agroalimentari (Franco Canavesio) – L’agroalimentare italiano è al centro delle strategie del gruppo Clessidra. Il fondo Clessidra Capital Partners Green Harvest, lanciato nel 2025 e dedicato alle PMI dell'agrifood , ha superato i 150 milioni di euro al secondo closing, puntando a un hard cap di 200 milioni entro il 2026. L'obiettivo è costruire un portafoglio di 8-10 investimenti in segmenti ad alto potenziale come il biologico, i prodotti funzionali e l'agritech , seguendo il modello della prima acquisizione del marchio artigianale Laurieri.
La Repubblica edizione di Torino - Acquisti più spesso ma spesa minore la tendenza nei supermercati / Oltre alla spesa anche l'energia Nova Coop raddoppiagli utili (Stefania Aoi) - Nova Coop chiude il 2025 raddoppiando l'utile netto, che sale a 25,3 milioni di euro, con vendite lorde superiori a 1,23 miliardi. I risultati positivi premiano una strategia basata sull'ammodernamento della rete, il controllo dei costi e il successo dei servizi energetici e digitali. I dati evidenziano un netto cambiamento nelle abitudini dei consumatori piemontesi, colpiti dall'inflazione: il numero degli scontrini aumenta superando i 34 milioni, ma il valore medio della spesa diminuisce.