RASSEGNA STAMPA – MARTEDÌ 9 GIUGNO 2026
Il caporalato è ancora al centro del dibattito pubblico con forza rinnovata: il Corriere della Sera apre con un'inchiesta sull'Agro Pontino che smonta il decreto flussi quale strumento di protezione dei lavoratori migranti, rivelando un sistema di intermediazione illecita che trasforma le aspettative di chi arriva in schiavitù lavorativa.
La Gazzetta del Mezzogiorno racconta che a Brindisi un bracciante marocchino denuncia il proprio caporale e lo fa arrestare, mentre a Manduria una lavoratrice agricola di origine polacca muore in un incidente stradale mentre torna dai campi.
Sul fronte delle filiere, L'Identità segnala il piano del governo sull'olio italiano - più controlli e sostegno alle giacenze - e il lancio a Cuneo del progetto transfrontaliero Tra_In per le Pmi agroindustriali alpine.
Il Sole 24 Ore dà conto dell'intesa Bat-Deltafina per la filiera tabacco e del piano da 100 milioni di La Doria per potenziare gli impianti di conserve.
CAPORALATO E LAVORO IN AGRICOLTURA
Corriere della Sera - Goffredo Buccini firma la seconda puntata dell'inchiesta sul caporalato, dedicata all'Agro Pontino. Il quadro che emerge è quello di una "fabbrica di fantasmi": lavoratori migranti, in larga parte indiani del Punjab, che pagano fino a 18.000 euro ai mediatori per un pacchetto lavoro che si rivela inesistente. Arrivano a Fiumicino, vengono alloggiati in case sovraffollate a 200 euro al mese senza doccia, e finiscono in balia del "padrone". Il caso di Gill Singh, 27 anni, in fuga dopo sette mesi di lavoro forzato, è emblematico: muratore senza contratto, cottimo, vitto e alloggio gratuiti ma zero salario. Secondo il IV Rapporto "Ero Straniero" nel 2025 le quote del decreto flussi erano 181.450, contro 14.349 permessi di soggiorno effettivamente concessi: una procedura finalizzata in appena 8 casi su 100. Il nodo strutturale, secondo il sociologo Marco Omizzolo, è la norma Bossi-Fini: finché il migrante è ospite dello sponsor, non può costruire un rapporto di lavoro autonomo. La filiera dell'intermediazione illecita prospera su questo vuoto.
In calce all'inchiesta il giornale ricorda la tragedia di Amendolara (Cosenza): quattro braccianti (tre afghani e un pachistano, tra 19 e 29 anni) bruciati vivi nel minivan in cui erano stati bloccati dai caporali, che li costringevano a raccogliere fragole senza pagarli, minacciandoli con coltelli e pistole. Per la strage sono stati fermati due cittadini pachistani.
Gazzetta del Mezzogiorno - A Brindisi è la denuncia di un bracciante marocchino, presentata il 25 marzo all'Ispettorato territoriale del Lavoro, a innescare l'indagine che porta all'arresto di Daniele Argentieri, 38 anni, vicepresidente della cooperativa "Il Frumento del Sud", accusato di sfruttamento del lavoro. Secondo i carabinieri del nucleo ispettorato il sistema prevedeva turni massacranti, paghe irregolari, assenza di contratto e alloggio in un casolare rurale documentato in condizioni igienico-sanitarie degradanti: muffe, servizi igienici non funzionanti, riscaldamento con fumo di camino. A ciascun lavoratore venivano trattenuti 5 euro al giorno per l'alloggio. Le retribuzioni erano inferiori alla metà del contratto collettivo nazionale. La Fai Cisl Puglia e la Fai Cisl Taranto Brindisi parlano di "profonda indignazione" e chiedono il rafforzamento di prevenzione, controlli e cultura della legalità.
Gazzetta del Mezzogiorno - Tragedia nel Tarantino: una lavoratrice agricola di origine polacca, 63 anni, residente a Manduria, muore nell'incidente in cui è coinvolto il furgone su cui viaggiava con altri braccianti agricoli lungo la provinciale Manduria-Francavilla Fontana. Un'altra donna, 57 anni, è in prognosi riservata. L'on. Francesca Viggiano (Pd): "Il caporalato resta una ferita intollerabile. Questo dramma ci impone di trasformare il dolore in un impegno per rendere il lavoro sicuro e dignitoso".
OLIO D'OLIVA, TABACCO E AGROINDUSTRIA
L'Identità - Il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra riunisce gli attori della filiera olivicola per fare il punto sulle giacenze di olio italiano: la maggiore offerta estera sta incidendo sui prezzi, in un mercato internazionale dove l'Italia non può intervenire direttamente. Le misure annunciate riguardano l'intensificazione dei controlli allo scaffale, strumenti finanziari per tutelare il prodotto stoccato, accordi di filiera per la nuova campagna, e una doppia comunicazione - interna e internazionale tramite Ice - per promuovere l'olio extravergine italiano. Confeuro (Confederazione Agricoltori Europei) chiede un Piano Olivicolo Nazionale strutturato: incentivi per nuovi impianti, irrigazione di precisione, digitalizzazione, tutela delle produzioni Dop e Igp contro le imitazioni.
L'Identità - Presentato il 4 giugno al Dipartimento di Management "Valter Cantino" dell'Università di Torino il progetto Tra_In - Innovazione transfrontaliera dell'agroindustria, finanziato dal programma Interreg Vi-A Alcotra 2021-2027. Il progetto punta a rafforzare competitività e sostenibilità delle micro, piccole e medie imprese agroalimentari dell'area alpina di confine italo-francese, con tre leve: formazione bilingue (oltre 200 ore), business intelligence e business matching. Il territorio cuneese è particolarmente esposto: il 99% del tessuto produttivo è composto da Pmi, circa il 30% opera nella filiera agroindustriale. L'export provinciale si avvicina agli 11 miliardi di euro. Partner: Università di Torino (capofila), FuturItaly, Fondazione Piemonte Innova, Afpa, Telecupole, con il sostegno delle Camere di Commercio di Cuneo e Torino.
Il Sole 24 Ore - Via libera all'intesa tra Bat Italia e Deltafina per sostenere la filiera tabacco (varietà Virginia Bright e Burley): previsti acquisti fino a 15.000 tonnellate per i raccolti 2026, 2027 e 2028. Il comparto conta oltre 400 piccole e medie imprese agricole e più di 6.000 addetti. Deltafina gestirà tutte le attività industriali connesse alla lavorazione del raccolto. L'accordo punta anche sulla piattaforma digitale WePlant, sviluppata da Bat per supportare i tabacchicoltori attraverso intelligenza artificiale e monitoraggio predittivo satellitare.
Il Sole 24 Ore - La Doria, gruppo europeo attivo nelle specialità italiane private label (pomodoro, sughi pronti, legumi, pasta), annuncia un piano di investimenti da 100 milioni - in parte già realizzati nel 2025, in parte da completare nel 2026 - per ottimizzare le realtà acquisite e aumentare la capacità produttiva. Tra gli interventi: nuove linee di pomodoro 100% italiano a Fisciano (Salerno), nuova linea di confezionamento pasta a Salerno, nuova linea scatole ad Angri (250 milioni di pezzi/anno, capacità complessiva 1,2 miliardi di pezzi), nuove linee pomodoro tra Angri e Fisciano (in provincia di Salerno) e Lavello (Potenza), linea etichettatura a Chiusanico (Imperia). Il fatturato 2025 del Gruppo è stato pari a 1,375 miliardi di euro, con circa il 90% generato dal segmento private label.