RASSEGNA STAMPA – VENERDÌ 12 GIUGNO 2026

Si apre il negoziato sul budget Ue 2028-2034: la presidenza cipriota presenta una prima bozza che riduce le risorse del 2% rispetto alla proposta della Commissione, riaccendendo le tensioni tra i Paesi “frugali” e quelli della coesione.

Sul fronte interno cresce l'export ortofrutticolo (+7,6%) nonostante la chiusura dello stretto di Hormuz, mentre il rapporto Adapt segnala salari in aumento ma potere d'acquisto ancora sotto i livelli del 2021.

Allarme idrico in Piemonte, dove la siccità nelle risaie aggrava la crisi del Po a Ferrara. In primo piano anche Cnh, che investe 21 milioni a Modena, e le notizie dal territorio: Confagricoltura Cuneo festeggia 80 anni, crollano i prezzi del riso, una grandinata colpisce il Canavese e la Regione stanzia 7,4 milioni per il vino.

 

RASSEGNA STAMPA – VENERDÌ 12 GIUGNO 2026

 

Si apre il negoziato sul budget Ue 2028-2034: la presidenza cipriota presenta una prima bozza che riduce le risorse del 2% rispetto alla proposta della Commissione, riaccendendo le tensioni tra i Paesi “frugali” e quelli della coesione.

Sul fronte interno cresce l'export ortofrutticolo (+7,6%) nonostante la chiusura dello stretto di Hormuz, mentre il rapporto Adapt segnala salari in aumento ma potere d'acquisto ancora sotto i livelli del 2021.

Allarme idrico in Piemonte, dove la siccità nelle risaie aggrava la crisi del Po a Ferrara. In primo piano anche Cnh, che investe 21 milioni a Modena, e le notizie dal territorio: Confagricoltura Cuneo festeggia 80 anni, crollano i prezzi del riso, una grandinata colpisce il Canavese e la Regione stanzia 7,4 milioni per il vino.

 

BILANCIO UE 2028-2034, PARTE LA TRATTATIVA TRA I VENTISETTE

La presidenza cipriota del Consiglio dell'Ue ha presentato la prima bozza di compromesso del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la cosiddetta “nego box”, su cui i governi dovranno trovare un accordo unanime entro la fine dell'anno. La proposta, riferisce il Sole 24 Ore, riduce del 2% l'ammontare complessivo rispetto alla proposta della Commissione europea del luglio 2025, portandolo da 1.763 a 1.730 miliardi di euro per i sette anni. Per i Paesi “frugali”, tra cui Germania, Olanda, Danimarca, Finlandia, Austria e Svezia, il taglio resta del tutto insufficiente. Il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen ha definito la proposta “insostenibile, squilibrata e mal orientata”, mentre la ministra svedese per gli Affari europei Jessica Rosencrantz chiede di scendere fino a 1.400 miliardi.

 

Nella bozza cipriota, ricorda Il Foglio, il capitolo che finanzia agricoltura, coesione e politiche migratorie riceve un taglio minimo: da 946 a 942 miliardi di euro. Il sostegno diretto agli agricoltori cresce di 2 miliardi, e i fondi per la pesca raddoppiano da 1,8 a 3,6 miliardi. A pagare il prezzo maggiore, secondo il quotidiano, sono invece i nuovi capitoli dedicati a competitività, difesa e ricerca, con tagli percentuali ben più incisivi. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva proposto, nello scorso bilancio, una posta per coesione e agricoltura pari a 1.062 miliardi a prezzi correnti; la nuova bozza la porta a 1.057 miliardi, mentre la voce dedicata alla competitività scende da 589,5 a 566,4 miliardi. L'obiettivo del presidente del Consiglio europeo António Costa resta trovare un'intesa entro dicembre, ma il calendario elettorale di Francia, Italia, Spagna e Polonia rende l'impresa difficile.

 

EXPORT ORTOFRUTTA, CRESCITA DEL 7,6% NEL PRIMO TRIMESTRE

Nonostante la chiusura dello stretto di Hormuz il 28 febbraio, il saldo del primo trimestre dell'export ortofrutticolo italiano è positivo: +7,6% in valore, riferisce Domani, anche se i volumi calano dello 0,9% per gli effetti distruttivi del ciclone Harry sul comparto degli agrumi. I dati di Fruitimprese premiano soprattutto la vendita di frutta, fresca e secca: nello specifico dell'export si segnala il boom dei kiwi, con oltre 100mila tonnellate spedite (+17,42%), insieme ai frutti tropicali come ananas e avocado. Secondo il presidente Marco Salvi la crescita resta tuttavia limitata dal nodo Hormuz, e chi esporta oltremare sta valutando rotte alternative verso Brasile e Stati Uniti.

 

SALARI 2025 A +3,1%, MA IL POTERE D'ACQUISTO RESTA SOTTO IL 2021

Il XII Rapporto di Adapt sulla contrattazione collettiva, presentato ieri e ripreso dal Sole 24 Ore, evidenzia che nel 2025 le retribuzioni contrattuali hanno registrato un incremento medio del 3,1% sul totale dell'economia, a fronte di un'inflazione (indice Nic) dell'1,5%. Tra i settori, l'agricoltura segna un +5% a fronte del +4,1% previsto, l'industria +3,4% e i servizi privati +3%. L'aumento medio dei minimi tabellari è di circa 212 euro. Nonostante i recuperi, il rapporto segnala che tutti i comparti contrattuali del privato restano ancora in perdita rispetto ai livelli del 2021: a fronte di una variazione cumulata dei prezzi del 17,1% nel periodo 2021-2025, gli incrementi retributivi reali sono stati inferiori. Per il 2026 si attende una crescita media annua dell'1,9%, con il settore agricolo allo 0,1%, il più basso tra i comparti.

 

PAC POST 2027, LE REGIONI DEL SUD FIRMANO LA CARTA DI MATERA

Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia hanno sottoscritto a Matera, al termine del forum “Futura Pac”, una posizione comune per chiedere una Politica agricola comune post 2027 più attenta alle esigenze dei territori, alla sicurezza alimentare, alla gestione delle risorse idriche e al ruolo del Mediterraneo, riporta la Gazzetta del Mezzogiorno. Il documento individua cinque priorità: tutela del reddito agricolo, investimenti nelle infrastrutture idriche, sostegno ai giovani agricoltori, sicurezza alimentare e maggiore valorizzazione del ruolo delle Regioni nella governance della Pac. “Non possiamo permetterci una riduzione della Pac”, ha detto l'assessore all'Agricoltura della Puglia Francesco Paolicelli, sottolineando la necessità di investimenti per la competitività e per l'emergenza idrica. L'assessore della Basilicata Carmine Cicala ha aggiunto che la futura Pac deve guardare oltre il semplice sostegno economico, mettendo al centro la sicurezza alimentare.

 

LE SFIDE ALIMENTARI TRA RINCARI, SPRECHI E FILIERE

Alla Repubblica delle Idee 2026, in corso all'Arena del Sole di Bologna, si discute delle sfide del settore agroalimentare, scrive Repubblica. In Italia il 5,5% degli individui mostra almeno un segnale di insicurezza alimentare, mentre lo spreco di cibo resta elevato: 13 miliardi di euro, di cui oltre 7 miliardi generati nelle case degli italiani. Nicola Corradi, media manager di Barilla, ha ricordato che il contesto globale, segnato anche dalla crisi di Hormuz, impone alle imprese di costruire filiere responsabili e resistenti, investendo su pratiche agricole sostenibili. Il presidente di Conad Mauro Lusetti ha invece sottolineato il cambiamento dei consumi: le famiglie frequentano la distribuzione in media oltre nove volte al mese, contro le quattro di un tempo, in un quadro demografico con meno bambini e più animali domestici in famiglia.

 

CNH INVESTE 21 MILIONI NEL POLO DI MODENA

Cnh rafforza la propria presenza in Italia con un investimento da 21 milioni di euro nel polo di ricerca e sviluppo di San Matteo, vicino a Modena, dove ha inaugurato un nuovo ecosistema di simulazione virtuale e un magazzino automatizzato AutoStore per i ricambi, riportano Sole 24 Ore e La Stampa. Il nuovo polo adotta una metodologia “virtual-first” basata su tre infrastrutture: un simulatore dinamico su piattaforma a sei assi, un sistema driver-in-the-loop e una cella di collaudo Multi-Dyno per la validazione di powertrain e componenti elettrici. Secondo l'azienda l'approccio riduce di oltre il 30% il tempo necessario per portare un nuovo prodotto sul mercato. Il magazzino AutoStore, su 2mila mq, gestisce fino a 550 ricambi all'ora e garantisce la disponibilità dei pezzi entro 24 ore a oltre 1.200 concessionari e officine nel mondo. “Abbiamo messo in campo azioni concrete e siamo già a due terzi del viaggio”, ha detto Markus Mueller, presidente Emea di Cnh, confermando i target al 2030 nonostante un mercato agricolo che registra cali importanti in tutte le geografie.

 

CONFAGRICOLTURA CUNEO FESTEGGIA 80 ANNI CON UN GRANDE CONVEGNO

Venerdì 19 giugno, a Cuneo, si terrà il convegno per gli ottant'anni di fondazione di Confagricoltura Cuneo, nata l'11 marzo 1946, riferisce il Giornale del Piemonte e della Liguria. L'evento, dal titolo “L'importanza di aggregarsi in un mondo poco sostenibile e poco governabile”, si articolerà in un momento di riflessione e in uno conviviale. Tra i relatori, Vittorio Emanuele Parsi, Andrea Malaguti e Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura e del Copa. “In questi ottant'anni Confagricoltura Cuneo ha accompagnato intere generazioni di imprenditori agricoli, sostenendoli nei momenti di crescita ma anche nelle fasi più difficili”, ha dichiarato il presidente Enrico Allasia, sottolineando la forza e la capacità di adattamento dell'agricoltura cuneese.

 

CONFAGRICOLTURA CONTA I DANNI DELLA GRANDINATA NEL CANAVESE

Un violento temporale a carattere di “supercella” ha colpito il Canavese martedì sera, provocando un'intensa grandinata che ha interessato diversi comuni, scrive La Stampa Torino. La grandine ha colpito principalmente le zone di Strambino, Vestignè, Albiano, Azeglio, Piverone e Settimo Rottaro, estendendosi poi a Candia, Caravino, San Benigno, Montanaro e Barone. I primi sopralluoghi hanno evidenziato danni diffusi alle coltivazioni di mais, dove in alcune aree la violenza della grandine ha compromesso le giovani piante rendendo necessaria la risemina. Danni anche ai cereali, in particolare orzo e frumento, ormai prossimi alla raccolta. “Siamo di fronte alla seconda grandinata di forte intensità che nel giro di pochi giorni colpisce la parte orientale della provincia”, sottolinea il presidente di Confagricoltura Torino, Gian Luigi Orsolani, ricordando che il 2 giugno un altro violento temporale aveva interessato il Chivassese. I tecnici di Confagricoltura Torino stanno effettuando le verifiche sul territorio per la documentazione utile all'eventuale riconoscimento dello stato di calamità naturale. Coldiretti Torino segnala inoltre che il caldo torrido delle ultime settimane sta determinando una maturazione anticipata del grano, con chicchi più piccoli e una qualità più scadente.

 

MANCA L'ACQUA A FERRARA: COLPA DELLE RISAIE ALL'ASCIUTTO IN PIEMONTE

Nei comuni del Ferrarese sono già scattate le ordinanze per limitare i consumi d'acqua, con la portata del Po a Pontelagoscuro scesa a 646 metri cubi al secondo, quasi il 50% in meno della media, scrive Il Corriere di Torino. Secondo Mario Fossati, direttore di Anbi Piemonte, la causa principale è il cambiamento, negli ultimi vent'anni, della tecnica di coltivazione del riso nel Novarese e nel Vercellese: oggi oltre il 90% degli agricoltori adotta la semina all'asciutto, o a file interrate, per ridurre costi, tempi e complessità delle lavorazioni in acqua. Le tecniche tradizionali facevano invece delle risaie piemontesi una grande spugna naturale, capace di trattenere l'acqua e rilasciarla con mesi di ritardo all'intero bacino padano: con i vecchi metodi, secondo Fossati, la sola produzione di riso sarebbe in grado di restituire al Po circa 150 metri cubi al secondo, un terzo della portata minima necessaria per impedire la risalita del mare nel delta. A maggio le piogge in Piemonte sono state il 44% più scarse della media, con temperature più alte di 1,1°C: la neve si è sciolta tutta insieme e il contributo principale resta quello della Dora Baltea. Nonostante la gravità della situazione, gli incentivi regionali per favorire il ritorno alla coltivazione in acqua sono rimasti raccomandazioni rimaste in gran parte inascoltate dagli agricoltori.

 

RISICOLTURA, CROLLANO I PREZZI RICONOSCIUTI AI PRODUTTORI

Per i risicoltori piemontesi il 2026 si prospetta un anno difficile, scrive Il Sole 24 Ore NordOvest. Dal primo sondaggio semine promosso dall'Ente Nazionale Risi le superfici risicole italiane si confermano stabili attorno ai 234mila ettari (contro 234.700 ettari nel 2025), ma crollano i prezzi riconosciuti ai produttori, alle prese con costi alle stelle per le tensioni internazionali. Per varietà quali Arborio e Carnaroli le riduzioni dei prezzi sono comprese tra il 40% e il 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre i concimi hanno registrato aumenti fino al 70%. “Siamo pronti a ritirare il nostro rappresentante dalla commissione prezzi della Borsa Merci, poiché la situazione attuale è vergognosa con i prezzi”, dichiara Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco. Il presidente Fabio Tofi e il direttore Luciano Salvadori chiedono inoltre l'obbligo di indicazione del Paese di origine a livello europeo, come già previsto in Italia, e l'abolizione del principio dell'ultima trasformazione sostanziale del Codice doganale.

 

È MADE IN TORINO L'IRRIGAZIONE PER L'AGRICOLTURA INTELLIGENTE

Mewecom Italia, parte del Gruppo Mewecom guidato dall'amministratore delegato Pino Donetti, ha sviluppato Irriga Smart, una piattaforma software basata su cloud, dati meteorologici e algoritmi per definire e gestire l'erogazione quotidiana di acqua per le singole colture, racconta il Sole 24 Ore NordOvest. Il progetto, nato in seno alla società Netvalue quattro anni fa e poi confluito nel Gruppo Mewecom, è stato sviluppato con 3A, società specializzata in agronomia. La piattaforma, disponibile con formula pay-per-use, comprende l'installazione di stazioni meteorologiche, reti di connettività, sistema cloud, valvole e sistemi di irrigazione a goccia. Per la piattaforma l'investimento è stato pari a un milione di euro. “Il nostro sistema, di precisione, sostituisce gli impianti di irrigazione a tempo”, spiega Donetti, ricordando esperienze in Sardegna su pomodoro e carciofo e in Piemonte su kiwi, mele e nocciole. Mewecom, con sede principale a Roma e filiali ad Arezzo e Rivoli, conta in totale 80 milioni di euro di fatturato.

 

VINO, DAL PIEMONTE 7,4 MILIONI PER I CONSORZI DI TUTELA E LE ASSOCIAZIONI

La Regione Piemonte scommette sul vino con un bando da 7,4 milioni di euro per consorzi di tutela e associazioni di produttori, basato sui fondi europei “Ocm vino”, e con uno stanziamento di 270mila euro (90mila l'anno nel 2026, 2027 e 2028) per progetti di promozione delle Enoteche regionali, delle Botteghe del vino, delle Cantine comunali e delle Strade del vino e del cibo, annuncia Il Sole 24 Ore NordOvest. Il bando per i consorzi è aperto fino al 22 giugno, quello per Enoteche e Strade del vino scadrà il 23 settembre. “L'ultimo Vinitaly ci ha confermato che un comparto d'eccellenza come quello vitivinicolo piemontese ha la capacità e la forza di superare l'attuale fase di cambiamento”, ha dichiarato l'assessore al Commercio, Agricoltura e Turismo della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, annunciando che nelle prossime settimane la Regione promuoverà il settore a Vilnius e New York attraverso l'Osservatorio sui mercati vitivinicoli e il progetto ViteLab Network, che coinvolge undici centri di ricerca del Nord Italia.

 

I 100 ANNI DI GIOVANNI DAMILANO, TRA ACQUE MINERALI E VINO DI LANGA

Compie cent'anni Giovanni Damilano, fondatore della holding piemontese Gruppo Damilano, racconta La Stampa nell’edizione di Torino. Nato a Barolo, secondogenito di sei fratelli, nel 1963 fondò con il padre Giacomo la società Pontevecchio a Luserna San Giovanni, avviando nel 1971 la prima linea per l'imbottigliamento di acque minerali in vetro a rendere, dando origine ai marchi Valmora e Sparea. Nel 1997, dopo la scomparsa dei due fratelli che avevano guidato la cantina di famiglia, Giovanni tornò nelle Langhe per rilanciare l'azienda vitivinicola di Barolo, sviluppando con i figli Mario e Paolo un percorso fondato sulla valorizzazione delle menzioni geografiche più vocate, tra cui la collina di Cannubi. “Mio padre centenario, con la sua acqua e il suo calice di vino quotidiano, è senza dubbio il miglior brand ambassador che abbiamo mai avuto dei nostri prodotti”, dice Paolo Damilano, ricordando la vita serena vissuta dal padre, oggi affiancato dalla moglie Margherita, novantaseienne, dai due figli e dai cinque nipoti.

 

L'ACCIAIERIA SPAVENTA ANCHE GLI ALLEVATORI: “UNA FIDEIUSSIONE PER EVENTUALI DANNI”

La possibilità che a San Didero riaprano le acciaierie Beltrame preoccupa, oltre ai No Tav, anche le aziende agricole della zona specializzate nell'allevamento di bovini da latte, che praticano il benessere animale e il pascolamento all'aperto, riferisce Torino CronacaQui. A farsi portavoce dei timori è Coldiretti Torino, che ha presentato alla Città Metropolitana, attualmente impegnata nella valutazione di impatto ambientale del progetto, alcune osservazioni con richieste precise. “I nostri agricoltori non sono contro l'industria né contro la produzione di acciaio italiano, ma dopo tutto quello che è successo è del tutto legittimo che gli allevatori non si fidino e pretendano garanzie totali di tutela ambientale e per la salute dei propri animali”, spiega il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici, ricordando che in passato alcuni allevamenti avevano dovuto bloccare l'attività a causa dell'inquinamento della vicina acciaieria, quando questa era ancora operativa. Tra le richieste, sistemi di monitoraggio continuo e trasparente delle emissioni in atmosfera, con focus su diossine, furani e polveri sottili, campionamenti periodici su foraggi e prodotti alimentari della zona, Piani di emergenza e mitigazione con blocco automatico degli impianti in caso di superamento delle soglie, e la stipula di una fideiussione da parte di AFV Acciaierie Beltrame, da liquidare nel caso in cui la presenza di elementi inquinanti imponesse la distruzione delle produzioni agrarie del territorio.