RASSEGNA STAMPA - SABATO 13 GIUGNO 2026

Si accende il confronto sulla nuova Pac 2028-2034: l'europarlamentare Dario Nardella propone la “norma Amendolara” contro il caporalato e un fondo di riassicurazione per le aziende, mentre Bruxelles conferma 540 milioni per i fertilizzanti.

L'Istat certifica il primato italiano in Europa per valore aggiunto agricolo, con 89 miliardi di euro ma occupazione in calo.

Sul fronte vino l'export verso gli Usa resiste ai dazi, mentre a Cuneo nasce un bollino etico per la vendemmia contro il caporalato.

Allarme per il comparto risicolo, sotto la pressione delle importazioni asiatiche.

La Cia a Bari denuncia le frodi sul grano estero.

 

INTERNAZIONALE

 

Quotidiano Nazionale dedica ampio spazio all'iniziativa “Verso la Pac 2028-2034. Prospettive e priorità per l'agricoltura italiana ed europea”, promossa a Roma da Dario Nardella, eurodeputato del Pd e coordinatore per i Socialisti in Commissione Agricoltura al Parlamento europeo. Nardella ha fissato tre condizioni politiche per la nuova Pac: un fondo europeo per riassicurare le aziende agricole, una “norma Amendolara” contro il caporalato (dal nome della tragedia avvenuta in Calabria) e un pacchetto specifico per giovani, donne e piccoli agricoltori. L'obiettivo della norma Amendolara è togliere la qualifica di “agricoltore attivo” alle imprese sanzionate per caporalato, escludendole da qualsiasi contributo europeo, diretto o indiretto. Nardella ha anche bocciato l'ipotesi di far confluire la Pac e i fondi di coesione in un unico contenitore finanziario, definendola “una scelta sbagliata” che rischierebbe di rinazionalizzare politiche europee. Sul fronte della gestione del rischio, la Ue ha intanto stanziato i primi 540 milioni di euro per la crisi dei fertilizzanti. Dal mondo produttivo è arrivata una richiesta convergente: Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del Copa, ha collegato il futuro dell'agricoltura al tema della sicurezza europea, mentre Cristiano Fini, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, ha chiesto un bilancio Pac autonomo, vincolato all'agricoltura e potenziato di almeno il 50% rispetto agli attuali 294 miliardi.

 

Per quanto riguarda i mercati internazionali, Sole 24 Ore Food 24 riporta che, oltre ai 540 milioni già menzionati, la Commissione europea ha proposto di mobilitare fino a 1,5 miliardi di euro complessivi (con il cofinanziamento nazionale fino al 200%) per sostenere gli agricoltori colpiti dai rincari seguiti alla crisi di Hormuz. Tra le misure previste, anche un regime di liquidità temporaneo e la possibilità per gli Stati di anticipare i pagamenti diretti al 16 ottobre. Sempre ieri il Consiglio Ue si è diviso sulla revisione dei limiti all'uso di fitofarmaci, che la Commissione punta a mantenere ma con modalità meno drastiche rispetto alle previsioni del Green Deal.

 

Sul fronte del vino, Corriere della Sera pubblica i dati dell'Osservatorio Federvini, realizzato in collaborazione con Nomisma, relativi al primo trimestre 2026: nella Gdo italiana il vino segna un lieve calo a volume (-1%) ma cresce a valore (+2,2%), con gli spumanti in accelerazione (+8,7%). Sul fronte internazionale, il primo trimestre si è aperto in frenata per tutti i grandi Paesi produttori, con un calo del valore delle importazioni in tutti i 12 principali mercati di riferimento (-17,1%). La frenata peggiore arriva dagli Stati Uniti, con un -38,9% del valore delle importazioni rispetto allo stesso trimestre del 2025, legato anche all'incertezza sui dazi. Tuttavia, meno del 10% dei consumatori americani ha sostituito i prodotti italiani, e una quota significativa dichiara che non modificherebbe le proprie abitudini d'acquisto nemmeno davanti a un rincaro del 20%. Il presidente di Federvini, Giacomo Ponti, ha sottolineato la necessità di diversificare e innovare, presidiando con piu' determinazione i tavoli europei in attesa della ratifica dell'accordo Ue-Usa, attualmente all'attuale regime del 10% in vigore fino al 24 luglio.

 

NAZIONALE

 

La Stampa e Italia Oggi riportano i conti economici dell'agricoltura 2025 diffusi dall'Istat: per la prima volta il valore della produzione di agricoltura, silvicoltura e pesca in Italia supera la soglia degli 80 miliardi di euro (+3,9% sull'anno precedente), determinato dalla crescita sia in volume (+0,3%) che nei prezzi (+3,6%). L'occupazione si è ridotta dello 0,5%, con un calo dei lavoratori indipendenti del 2,2% solo in parte compensato dall'aumento dei dipendenti (+2,3%). Considerando l'intero comparto agroalimentare (agricoltura, silvicoltura, pesca e industria alimentare), il valore aggiunto raggiunge gli 89 miliardi di euro, superando gli 83,4 miliardi dell'anno precedente. Il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca, pari a 46,6 miliardi di euro, conferma l'Italia al primo posto nell'Unione europea per valore aggiunto agricolo, sebbene il Paese scenda al quarto posto per valore della produzione. A livello di sola branca agricola, la produzione 2025 è arrivata a 75,2 miliardi di euro, con i maggiori incrementi in volume registrati dall'olio d'oliva (+9,6%), dai cereali (+4,1%) e dal vino (+2,9%), mentre il valore della produzione degli ortaggi è diminuito del 5,8% a causa del calo dei prezzi.

 

Sempre Italia Oggi riferisce che il Masaf ha presentato il nuovo piano di controllo sui pesticidi illegali nel cibo, elaborato in applicazione alla legge 21 aprile 2026 n. 75, con verifiche rafforzate nei porti sui prodotti di importazione per accertare la presenza di residui fitosanitari non ammessi nel territorio Ue. Il ministro dell'agricoltura Francesco Lollobrigida ha spiegato che dal 2026 sono stati avviati controlli specifici nei principali porti italiani, anche per contrastare il fenomeno del caporalato e il lavoro in nero. Con l'istituzione della cabina di regia, avvenuta lo scorso 15 aprile, i controlli sono aumentati e diventati piu' efficaci grazie a un confronto preventivo tra gli organi preposti e le associazioni agricole, per concentrare le verifiche sui casi a rischio ed evitare un eccesso di controlli sugli operatori onesti. Tra gli enti coinvolti figurano l'Icqrf, i Carabinieri, la Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e l'Agea, che ha di recente creato la piattaforma “Cassandra” per i controlli incrociati sulle imprese, utile anche a far emergere fenomeni di caporalato.

 

Il Sole 24 Ore segnala che il decreto legislativo 192/2024, in vigore dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2024, ha modificato l'articolo 32 del Tuir introducendo la nuova lettera b-bis): le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione restano produttive di reddito agrario anche quando riguardano vegetali ottenuti prevalentemente tramite l'utilizzo di beni immobili rientranti in determinate categorie catastali (C/1, C/2, C/3, C/6, C/7, D/1, D/7, D/8, D/9 e D/10), entro determinati limiti.

 

Il Sole 24 Ore Food 24 segnala che il Peperoncino di Calabria Igp e la Zampina di Sammichele di Bari Igp sono entrati ufficialmente nel Registro europeo delle Indicazioni Geografiche, portando l'Italia a quota 892 tra Dop, Igp e Stg.

Il Sole 24 Ore Food 24 riferisce dall'assemblea di Italmopa che l'industria molitoria italiana archivia il 2025 con un giro d'affari in crescita dello 0,5% a 4,73 miliardi, ma teme il contraccolpo del rallentamento dell'export di pasta (-12% negli Usa nel primo trimestre per effetto dei dazi). Sul fronte agricolo preoccupano i prezzi del grano ai minimi, mentre il raccolto di grano duro 2026 è previsto in aumento a oltre 4 milioni di tonnellate nonostante la riduzione delle superfici, un dato che rischia di creare ulteriori pressioni al ribasso sui prezzi. Il presidente di Italmopa Vincenzo Martinelli ha spiegato che a livello mondiale tutti stanno raccogliendo piu' grano (Turchia, Messico, Tunisia, Algeria e Marocco), con grandi giacenze anche in Canada. Per il grano duro di qualità le quotazioni a Foggia sono scivolate a 260 euro per tonnellata, a fronte di un costo produttivo stimato dagli agricoltori in 350 euro, mentre il grano altoproteico può essere pagato anche 40-50 euro in più.

 

Milano Finanza segnala che agricoltura e alimentare sono stati protagonisti del Food&Science Festival di Mantova, con un programma di 150 incontri su ricerca scientifica, editing genetico, impatto del cambiamento climatico, benessere animale e governance della filiera produttiva, con la partecipazione di esperti come la genetista Vittoria Brambilla e il microbiologo Roberto Defez.

 

Il Sole 24 Ore Food 24 riferisce che il comparto chiude il 2025 con un fatturato di 9,6 miliardi di euro (+1,9%) e un record delle esportazioni, con un giro d'affari di 2,5 miliardi e una crescita del 5,3% sia in volume che in valore. Il presidente di Assica, Lorenzo Beretta, ha spiegato che l'espansione in Europa, dove i salumi italiani hanno raggiunto un valore di 1,695 miliardi di euro (+6,6%) per 163.810 tonnellate (+6,4%), permette di assorbire la frenata negli Stati Uniti, dove le esportazioni hanno registrato un calo sia in volume (-3,8%) che in valore (-5,8%), penalizzate dall'incertezza del quadro commerciale e dalle difficoltà di accesso ai mercati legate ai dazi di Trump. Restano tuttavia le criticità legate alla peste suina africana: l'unico cluster attivo è quello del Nord Ovest, dove sono stati rinvenuti alcuni focolai nel cuneese, in prossimità di alcuni allevamenti, dove Assica utilizza “binomi cane-uomo” per individuare le carcasse infette. Il direttore di Assica Davide Calderone segnala inoltre un nuovo fronte: l'indagine Ue sull'import di carne bovina dal Brasile, legata all'utilizzo da parte degli allevatori brasiliani di antibiotici vietati in Europa, che potrebbe creare difficoltà alla filiera della bresaola, la cui produzione Igp nel 2025 è diminuita del 5,5% sul 2024 a causa dei costi in aumento, mentre il valore al consumo è cresciuto del 4,6% a 502 milioni di euro e l'export del 32%.

 

Sul fronte delle infrastrutture idriche Italia Oggi segnala l'entrata in esercizio della diga di Montedoglio, tra Umbria e Toscana, capace di contenere 135 milioni di metri cubi d'acqua e in grado di erogare, a regime, acqua per 30mila ettari di terreno e 700mila persone tra Toscana e Umbria, oltre alla produzione idroelettrica grazie alla centrale a valle. L'invaso è stato autorizzato nel 1959, con inizio dei lavori nel 1975. L'articolo segnala inoltre i lavori sulla diga del rio Ferraia, nell'Imperiese, rinnovata per la produzione idroelettrica e per l'irrigazione di almeno 400 piccole imprese agricole, nell'ambito del programma europeo Alcotra 2021-2027.

 

LOCALE

 

A Bari, La Gazzetta del Mezzogiorno racconta il flash mob della Cia-Agricoltori Italiani davanti al Varco Vittoria del porto, con bandiere verdi e banchetti di spighe di grano, pasta, pane e olio. Il presidente di Cia Puglia Gennaro Sicolo ha denunciato l'arrivo di tir carichi di grano proveniente da Turchia, Kazakistan e Marocco, sottolineando che spesso ciò che si compra è italiano solo nell'ultimo passaggio della filiera, ma non nella materia prima. La Cia chiede il rispetto della legge sulle pratiche sleali, più controlli nei porti, reciprocità negli scambi con i Paesi stranieri e una legge che istituisca la pasta con 100% grano duro italiano, da consumare per legge in scuole, ospedali e mense pubbliche.

 

Il Giorno riferisce che Coldiretti Pavia ha sollecitato il ministero dell'agricoltura a convocare il tavolo nazionale della filiera del riso, a causa del sensibile calo delle quotazioni del risone, che pesa su aziende agricole già penalizzate dall'aumento dei costi di produzione, energetici e gestionali, e sotto pressione per le grandi importazioni dall'India: nel 2025 sono arrivati in Italia oltre 300 milioni di chili di riso straniero, in aumento del 10% rispetto all'anno precedente, di cui l'80% proveniente dall'Asia. La presidente di Coldiretti Pavia Silvia Garavaglia ha avvertito che è a rischio la sostenibilità economica del settore, suggerendo l'attivazione di un bando indigenti per l'acquisto e la distribuzione di riso italiano. L'Italia detiene il primato europeo nella produzione di riso, con circa 1,4 miliardi di chili all'anno e un valore alla produzione di oltre mezzo miliardo di euro, e Pavia è la prima provincia risicola d'Europa, con oltre 80mila ettari coltivati a risaia e un migliaio di aziende agricole attive nel settore.

 

La Stampa nell’edizione di Cuneo dedica ampio spazio alla nuova qualificazione etico-legale per il settore vitivinicolo promossa dalla Prefettura di Cuneo, denominata “Protocollo Langhe”. Il prefetto Mariano Savastano ha illustrato il progetto, frutto del lavoro di un tavolo che ha riunito Camera di commercio, Carabinieri, Ispettorato del lavoro, Inl, i Consorzi di tutela Barolo e Barbaresco e Fondazione Industriali: si tratta di un “bollino etico” ad adesione volontaria, rivolto alle imprese vitivinicole e ai contoterzisti, che certifica condizioni di lavoro eque e regolari, alloggi dignitosi, trasporti adeguati e percorsi di formazione per i lavoratori stagionali, con l'obiettivo di rendere la filiera delle Langhe e del Roero un modello territoriale di legalità e trasparenza, operativo già per la vendemmia 2026. L'iniziativa nasce dalla rilevanza che il contoterzismo ha assunto nella filiera vitivinicola delle Langhe: secondo i dati dell'Agenzia Piemonte Lavoro, i lavoratori impiegati nelle operazioni manuali di viticoltura in Langa e Roero sono circa 4.500, distribuiti su 589 aziende datrici di lavoro, di cui l'89% vitivinicole e l'11% contoterzisti; sui 5.456 contratti attivati, il 48% è stato firmato da contoterzisti. Il dossier “Grappoli amari” di Altreconomia stima che il lavoro nero nei vigneti albesi nel biennio 2023-2024 abbia avuto un valore tra i 26 e i 39 milioni di euro, con zone d'ombra che sfociano nell'illegalità e nel caporalato.

 

Sempre da Cuneo, un servizio racconta inoltre il convegno “Nuove prospettive per la vinificazione” in programma a Villaretto di Sampeyre, dedicato alla viticoltura eroica in quota, alle varietà resistenti e ai vini a basso o nullo contenuto alcolico, come risposta dei territori alpini ai cambiamenti imposti dal clima.