RASSEGNA STAMPA – LUNEDÌ 1 GIUGNO 2026
In primo piano le forti tensioni geopolitiche internazionali, con il blocco dello Stretto di Hormuz e i conflitti in Medio Oriente che determinano una pesante impennata dei costi energetici, della logistica e delle materie prime, minacciando la crescita globale e l'agricoltura europea.
A livello nazionale, gli effetti si traducono in un incremento costante dell'import di beni agroalimentari e nel rincaro di beni essenziali quali i fertilizzanti, che rischiano di aggravare l'insicurezza alimentare.
In Piemonte a queste criticità si somma un'ondata anomala di caldo record e deficit idrici superiori al 35%, che accelerano la maturazione dei raccolti e impongono pesanti rincari nei costi di irrigazione per le aziende del territorio.
L'Economia del Corriere della Sera - La crescita? Va risolto il rebus materie prime Effetto Hormuz Dal petrolio alle perle non sarà un gioco far ripartire i mercati (e l'Europa che fa?) (Ferruccio De Bortoli, Alessandro Giraudo) - Il blocco dello Stretto di Hormuz a causa del conflitto Iran-Usa-Israele compromette i flussi commerciali globali, con opere di ripristino stimate in 3-4 anni. Dal canale transita non solo il greggio, ma anche elio, sale e fertilizzanti. L'Europa agricola soffre il rincaro dell'urea (+78% in un anno), con l'allarme della Banca d'Italia sui futuri prezzi alimentari. Gli USA guidano la produzione di shale oil e beneficiano della crisi insieme alle società di trading, mentre l'Unione Europea resta ferma per vincoli normativi ambientali.
L'Economia del Corriere della Sera - Effetto guerra sui cereali Il Made in Italy rischia ma noi compriamo aziende (Valentina Iorio) - La guerra in Medio Oriente colpisce l'agricoltura italiana a causa dei rincari di logistica, energia e fertilizzanti, minacciando le rese autunnali e spingendo l'import di materie prime, che già cresce del 4-5% l'anno. In questo contesto, Cereal Docks, big vicentino da 1,43 miliardi di fatturato, punta sulla sicurezza alimentare e pianifica di aumentare i volumi del 20% entro il 2028 (a 3,6 milioni di tonnellate). Il gruppo sta per chiudere una nuova acquisizione in Italia e investirà 150 milioni nella logistica su rotaia e navale.
La Repubblica Affari & Finanza - Alimentare e macchinari le filiere forti all'estero sono le prime pronte a ripartire (Nicola Nobile, Mario Rocco) - L'escalation nel Golfo e il blocco di Hormuz pesano sul Pil italiano, la cui crescita è stimata allo 0,4% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, con un'inflazione al 3%. Secondo EY-Parthenon e Oxford Economics, l'economia viaggia a velocità diverse: l'alimentare si conferma il settore più solido (+1,8% nel biennio) grazie a 62 miliardi di export, seguito dai macchinari (+1,7%). Più prudenti e frenati la moda e l'automotive, quest'ultimo penalizzato dalla transizione tecnologica e dalla debolezza manifatturiera nazionale.
QN Economia - Conserve Italia cambia: «Così Pomposa diventa una smart factory» (Letizia Magnani) - Conserve Italia celebra il suo 50° anniversario completando il piano d'investimenti 2023-2026 da 86,9 milioni di euro, che trasforma lo stabilimento di Pomposa (Ferrara) in una smart factory automatizzata. Gli interventi includono nuovi evaporatori per pomodori, navette autoguidate e l'ampliamento del magazzino a 120mila posti pallet. Il progetto riduce le emissioni di CO2 di 12mila tonnellate annue e innalza l'uso di energia rinnovabile al 42% del fabbisogno, coniugando efficienza industriale e sostenibilità.
QN Economia - Pesche, ciliegie e susine Nasce Innova. Drupe per tutelare le drupacee (Maddalena De Franchis) - Il centro di ricerca Ri.Nova e la cooperativa Apofruit hanno lanciato Innova.Drupe, un progetto attivo fino al 2027 per tutelare il comparto delle drupacee e della nocicoltura in Emilia-Romagna, messi a dura prova dal climate change e dai parassiti. L'obiettivo è ridurre la chimica sviluppando trappole, modelli previsionali e soluzioni biologiche. Ri.Nova è inoltre impegnata nel progetto "Innova.Orto" per un'orticoltura a basso impatto e in programmi di miglioramento genetico del pesco avviati anche in Piemonte.
(Corriere della Sera - L'Italia ferita dal clima - Paolo Virtuani)
In vista della Venice Climate Week, una ricerca di Deloitte evidenzia i gravi rischi climatici per l'Italia, che potrebbero causare una riduzione del Pil fino al 6% al 2050 e spingere il debito oltre il 200% del Pil. Il filosofo Telmo Pievani denuncia la mancanza di programmazione politica a lungo termine, ricordando che il settore agricolo è il più colpito da siccità e stress termici. La prevenzione costerebbe 10 miliardi l'anno, ma ogni euro investito ne farebbe risparmiare tra i 4 e i 7, limitando anche le ingiustizie sociali del riscaldamento globale.
Corriere della Sera - Talk, mostre e ricerche Al centro, focus sull'acqua (Peppe Aquaro) - Dal 3 all'8 giugno 2026 si terrà la seconda edizione della Venice Climate Week, intitolata "Planet Aqua, Planet Peace" e ideata da Riccardo Luna. La rassegna ospiterà oltre 100 speaker internazionali, tra cui Jeremy Rifkin, Sylvia Earle e Gunter Pauli, per discutere della gestione dell'acqua in relazione al riscaldamento globale. Tra gli eventi principali figurano la presentazione della ricerca Deloitte sugli impatti economici del clima e la mostra fotografica di Davide Monteleone sui costi invisibili della transizione energetica in Africa e America Latina.
La Repubblica Torino - Il caldo fa buone prima le ciliegie ma sui campi si teme la siccità (Alberto Santonocito) - Un'ondata di caldo eccezionale a fine maggio ha colpito Torino e il Piemonte, anticipando la maturazione di frutta, verdura e cereali con il rischio di compromettere la qualità e creare squilibri di mercato. Sebbene a Pecetto le ciliegie colte siano ottime, l'allarme riguarda l'estate: i nevai alpini si stanno sciogliendo rapidamente e i bacini registrano già deficit idrici superiori al 35%. Gli agricoltori, già colpiti dal caro gasolio, affrontano ora l'impennata dei costi elettrici per l'irrigazione dei campi.