RASSEGNA STAMPA – MERCOLEDÌ 27 MAGGIO 2026

Sono sempre più complessi gli scenari geopolitici ed economici internazionali che minacciano la sicurezza alimentare globale, in particolare a causa del blocco prolungato dello Stretto di Hormuz.

Sul fronte europeo si accende lo scontro diplomatico sul bilancio 2028-2034, con l'Italia e altri 15 Paesi schierati fermamente contro i tagli alla Pac e alla coesione proposti dalla Commissione e sostenuti dai Paesi "frugali".

A livello nazionale, mentre l'export agroalimentare continua a trainare l'economia a fronte della crisi dell'automotive , il comparto vitivinicolo soffre per il calo dei consumi e l'impatto dei dazi USA, spingendo il Brunello di Montalcino a ridurre le rese.

 

Il Sole 24 Ore - Bilancio Ue, l'Italia e altri quindici Paesi: no a tagli su coesione e agricoltura (Beda Romano) - Si accende a Bruxelles il negoziato sul bilancio UE 2028-2034. L’Italia e altri 15 Paesi del Sud e dell'Est hanno firmato un documento per opporsi ai tagli reali previsti dalla Commissione su agricoltura e coesione, considerati pilastri della competitività. Il fronte si scontra con i Paesi "frugali" (tra cui Germania e Francia), che chiedono un budget ridotto e più investimenti in difesa e innovazione. I 16 propongono anche un rimborso graduale del NextGenerationEU e nuovo debito comune.

 

La Stampa - Coesione e Pac, sedici Paesi contro i tagli Foti: "Ferma opposizione di Roma"  - Spaccatura profonda nell'Unione Europea sul Quadro finanziario pluriennale. Il blocco dei Paesi mediterranei e dell'Est fa muro contro la riduzione dei fondi per lo sviluppo regionale, la pesca e la Pac. Il ministro italiano Tommaso Foti ha ribadito la ferma contrarietà di Roma, sottolineando che competitività e coesione sono due facce della stessa medaglia. Di contro, i contributori netti guidati dalla Svezia premono per un bilancio UE più snello e meno costoso.

 

Panorama - La grande carestia (Carlo Cambi) - La prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz minaccia di trasformarsi in una catastrofe alimentare globale. Dal canale transita fino al 45% dei fattori produttivi agroalimentari, come i fertilizzanti, i cui prezzi (urea in primis) sono balzati dell'85%, gravando sui bilanci degli allevatori italiani. Mentre la Cina accumula scorte strategiche, l'UE resta immobile. Sullo sfondo, scontro tra Spagna e Italia per la direzione della Fao, dove Martina sfida il ministro iberico Planas.

 

Repubblica - Il premier spagnolo alla Fao per Planas che sfida Martina  (Benedetta Perilli) - Il premier spagnolo Pedro Sánchez è intervenuto alla Fao a Roma con un forte discorso politico, sostenendo apertamente la candidatura del proprio ministro dell'Agricoltura, Luis Planas, alla guida dell'agenzia ONU per il dopo-Qu Dongyu nel 2027. La mossa sfida direttamente l'italiano Maurizio Martina, appoggiato dal governo Meloni e dal PD. La Commissione Europea auspica un candidato unico, ma nella corsa si è inserito anche l'irlandese Phil Hogan, creando imbarazzo a Bruxelles.

 

Il Sole 24 Ore - L'export traina l'agroalimentare. Ancora giù l'automotive (Lorenzo Pace) - Secondo il rapporto Ey-Parthenon e Oxford Economics, l'economia italiana sperimenta uno scenario a due velocità: l'industria alimentare crescerà del 1,8% nel 2026 e nel 2027 grazie al traino della domanda estera. Al contrario, l'automotive arranca (+0,9% nel 2026) scontando il calo degli investimenti e i nodi irrisolti della transizione elettrica. Il Pil nazionale è stimato a +0,4% in un quadro di consumi interni stagnanti e shock stagflazionistici globali.

 

Italia Oggi - Il vino italiano soffre. E il Brunello taglia le rese (Andrea Settefonti) - Allarme rosso per il vino italiano: l’Area Studi Mediobanca certifica nel report annuale un calo dei ricavi e un utile netto crollato del 7,5%. A pesare sono la contrazione dei consumi mondiali e i dazi USA, che hanno causato una perdita del 17% a valore sul primo mercato di sbocco. Per tutelare il valore della denominazione ed evitare giacenze, il Consorzio del Brunello di Montalcino ha varato il taglio delle rese massime da 80 a 70 quintali per ettaro.

 

La Stampa edizione di Torino - Cirio e il campo largo dello stambecco "Il nostro simbolo non verrà cacciato"  (Paolo Varetto) - In Piemonte si chiude con un accordo politico la vicenda legata alla cacciabilità dello stambecco. Il governatore Alberto Cirio ha annunciato che l'animale simbolo della regione resterà protetto, grazie al ritiro di un emendamento della Lega lombarda che proponeva abbattimenti di selezione. La retromarcia è stata favorita dalla moral suasion sul ministro Lollobrigida. L'annuncio, siglato dal dono di un peluche al presidente del Consiglio Nicco, ha unito le forze di destra e sinistra.

 

La Gazzetta del Mezzogiorno - L'allarme di Coldiretti «Campagne sotto pressione per le ondate di calore»  - L'ondata improvvisa di calore in Puglia, con picchi previsti di 33 gradi tra Taranto e Foggia, mette sotto pressione le colture orticole, i vigneti e i frutteti. Coldiretti lancia l'allarme: le elevate temperature costringono i produttori ad anticipare le irrigazioni d'emergenza. Le aziende agricole si trovano strette in una tenaglia letale tra l'instabilità climatica e l'impennata dei costi del gasolio, dei materiali plastici e dei fertilizzanti causata dal blocco di Hormuz.

 

Italia Oggi - Un quaderno di campagna soft (Ermanno Comegna) - Il nuovo regolamento UE 2026/148, collegato al pacchetto di semplificazione della PAC (Omnibus III), cancella l'obbligo per gli Stati membri di integrare la registrazione digitale dei trattamenti fitosanitari nel fascicolo aziendale. La decisione accoglie le proteste degli agricoltori per i costi e l'aggravio burocratico. L'Italia, che aveva optato per l'integrazione nel Sian, dovrà ora rivedere le proprie scelte, mantenendo l'operazione separata dalla gestione degli aiuti PAC.

 

Italia Oggi - Il meteo "pazzo" rimescola la crisi idrica tra sud e nord - I cicloni e gli eventi meteo estremi di inizio anno hanno invertito la mappa della crisi idrica in Italia. I bacini del Sud sono in fase di rigenerazione dopo due anni di grave siccità. Al Nord, sebbene i grandi laghi siano quasi pieni, i fiumi restano in forte sofferenza a causa di un deficit del manto nevoso nazionale pari al - 48%. Secondo il Cnr, il Trentino-Alto Adige risulta attualmente la regione più colpita da siccità severo-estrema.