RASSEGNA STAMPA – LUNEDÌ 30 MARZO 2026

Il blocco dello Stretto di Hormuz sta paralizzando il commercio mondiale, avvantaggiando la Russia, che beneficia del rialzo dei prezzi di petrolio e fertilizzanti, e spingendo l'Iran a imporre nuovi dazi di transito. A livello europeo l’attenzione si concentra sui difficili negoziati per il bilancio post-2027, che minacciano tagli significativi ai fondi per l'agricoltura e la coesione, mentre l'Ue accelera gli accordi di libero scambio con Mercosur e India per contrastare i dazi USA. In Italia il governo affronta le tensioni con le imprese per il taglio dei bonus Transizione 5.0, giustificato dalla necessità di finanziare aiuti contro il caro-carburanti

 

Domani - Hormuz paralizza il mondo Iran e Russia i veri vincitori (Youssef Hassan Holgado) - Il blocco dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per il 10% della produzione petrolifera globale e un terzo dei fertilizzanti mondiali, sta ridisegnando gli equilibri geopolitici. L'Iran ha istituzionalizzato una "tassa di transito" in yuan per aggirare le sanzioni, mentre la Russia raddoppia le entrate petrolifere, finanziando il conflitto in Ucraina. L'impatto è severo: il prezzo dell'urea è salito del 30%, i cereali fino al 7,5% e il World Food Programme lancia l'allarme per 45 milioni di persone a rischio insicurezza alimentare.

L'Economia del Corriere della Sera - Bilancio Ue, ad aprile (forse) calcio d'inizio per i negoziati  (Francesca Basso) - Il summit informale di Nicosia ad aprile segnerà l'avvio delle trattative per il bilancio UE 2028-2034, un dossier da circa 2.000 miliardi di euro. La nuova struttura proposta dalla Commissione prevede di accorpare i fondi di coesione e agricoltura, centralizzandone la gestione. Per l'Italia si prospetta un taglio di circa 10 miliardi di euro, pari al 12% delle risorse attuali. I "paesi frugali" spingono per dirottare i fondi verso difesa e innovazione, penalizzando i capitoli agricoli tradizionali. 

Il Messaggero - Dialogo imprese-governo Lollobrigida: serve saggezza (Andrea Pira) - Mercoledì il governo incontrerà le associazioni produttive presso il Mimit per discutere il taglio al bonus Transizione 5.0, ridotto a un terzo nel decreto Fisco. La decisione, che ha sorpreso le aziende, deriva dalla necessità di trovare coperture per il taglio delle accise sui carburanti e per contrastare l'incertezza legata al conflitto in Iran. Il ministro Lollobrigida ha richiamato alla "saggezza" nelle scelte di bilancio, mentre il MEF valuta possibili correttivi parlamentari vincolati alla tenuta dei conti pubblici.

La Stampa - L'Europa punta su Mercosur, India e Australia per aumentare l'export e scongiurare i dazi Usa  (Marco Bresolin) - Dal 1° maggio entrerà in vigore l'accordo UE-Mercosur, che azzererà i dazi per il 91% delle merci, generando risparmi per 4 miliardi di euro l'anno. Parallelamente, l'intesa con l'India mira ad aprire un mercato di 1,45 miliardi di persone, abbattendo i dazi sui vini attualmente al 150%. Questa spinta verso nuovi partner è una risposta alle tensioni commerciali con l'amministrazione Trump. L'agroalimentare europeo ha ottenuto tutele su carni bovine, riso e pollame attraverso quote massime di importazione.

La Repubblica Affari&Finanza - Per il Gorgonzola parte la caccia a nuovi mercati (Jacopo Fontaneto) - L'export di Gorgonzola segna un'inversione di tendenza nei mercati storici: Germania e Gran Bretagna registrano cali rispettivamente del 6,9% e 6,5%. Se in Germania pesa l'inflazione, nel Regno Unito la Brexit ha quasi dimezzato i volumi rispetto al 2016. Il Consorzio punta ora strategicamente sul Sud-Est asiatico, nonostante le differenze culturali nei consumi, e sulla Francia, unico mercato europeo in forte crescita (+25%). Negli USA resta il problema della mancata tutela del nome Dop, che favorisce la concorrenza locale.

La Sentinella del Canavese - Aumento dei costi 46 milioni di danni agli agricoltori (Lorenzo Zaccagnini) - L'agricoltura torinese subisce un "salasso" superiore ai 46 milioni di euro a causa dei rincari energetici e delle materie prime. Coldiretti denuncia speculazioni: i prezzi dei concimi sono aumentati del 30% e il gasolio del 60%, nonostante i prodotti fossero già stoccati nei magazzini prima del blocco di Hormuz. Particolarmente critica la situazione per il mais, coltura strategica per gli allevamenti locali, le cui rese potrebbero crollare senza un'irrigazione adeguata e input produttivi sostenibili.

QN Economia - Agricoltura 4.0 in Italia: «Cresciuta del 9% nel 2025»  (Maddalena De Franchis) - Il mercato italiano dell'agricoltura digitale ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro nel 2025, tornando ai livelli record del 2023. La crescita è trainata da software di gestione (+17%) e sistemi di supporto alle decisioni (+26%). Tuttavia, l'adozione resta polarizzata: il 42% delle aziende usa soluzioni smart, ma solo il 9% è considerato digitalmente maturo. La frammentazione del tessuto produttivo e la dipendenza dagli incentivi pubblici (necessari per il 79% delle imprese) rimangono i principali freni alla diffusione sistemica.

La a Repubblica edizione di Torino - LaGemma, venture capital che scova talenti innovativi per l'agricoltura di domani  (Lorenzo Germano) - La società cuneese LaGemma Venture ha stanziato 2,7 milioni di euro per supportare 14 startup del settore agrifood. Tra le selezionate spiccano le torinesi Altered Materials, che sviluppa nano-incapsulamenti biodegradabili per fertilizzanti senza microplastiche, e Nabu, specializzata in monitoraggio tramite AI e IoT per la gestione delle risorse idriche su larga scala. Il percorso di accelerazione, realizzato con SocialFare, mira a rendere il sistema agricolo regionale più competitivo e resiliente alle sfide climatiche.

La Repubblica Affari&Finanza - Vino, olio e pomodoro paura per le norme Ue (Raffaele Lorusso) - L'agricoltura irrigua italiana è in allarme per l'applicazione, entro fine 2026, della direttiva UE sul deflusso ecologico. Le nuove regole fissano soglie minime d'acqua per i corsi idrici che, secondo l'Anbi, non considerano le specificità del Mediterraneo. In condizioni di stress idrico, i danni potenziali sono stimati in 6,3 miliardi per la filiera del vino, 1,2 miliardi per l'olio e 1,1 miliardi per il pomodoro da industria. L'associazione chiede flessibilità per evitare un deprezzamento qualitativo delle eccellenze nazionali.