RISO IN CRISI, I TRATTORI TORNANO IN PIAZZA A VERCELLI
La crisi della risicoltura italiana riporta i trattori nelle piazze di Vercelli. Venerdì 16 ottobre Coldiretti Vercelli-Biella ha manifestato davanti alla Camera di Commercio, mentre sabato è stata la volta degli “Agricoltori uniti”, protagonisti di una mobilitazione organizzata con lo slogan “No Farmers No Food”.
Due iniziative distinte, accomunate dalla preoccupazione per la redditività delle aziende agricole, strette tra costi produttivi elevati, prezzi del risone in diminuzione e concorrenza internazionale.
Coldiretti denuncia che negli ultimi due anni il fatturato delle aziende risicole è diminuito fino al 50%, mentre i costi di produzione rimangono elevati. Una stima dell'organizzazione, riferita al fatturato e non direttamente al reddito netto, che descrive le difficoltà denunciate dai produttori.
Alla manifestazione di venerdì davanti alla Borsa Merci di Vercelli hanno partecipato agricoltori della Coldiretti provenienti dal Vercellese, dal Novarese e dall'Alessandrino. I manifestanti hanno raggiunto il centro cittadino con cartelli e striscioni che richiamavano la crisi del comparto.
Il precedente del movimento «Il Dazio è Tratto»
Sabato una ventina di trattori organizzati dal movimento Agricoltori uniti è partita da Larizzate, un luogo che richiama una precedente stagione di mobilitazioni. Nel 2017, nel Vercellese, nacque il movimento spontaneo “Il Dazio è Tratto”, che riunì risicoltori piemontesi e lombardi contro le importazioni di riso a dazio zero dai Paesi del Sud-Est asiatico, soprattutto Cambogia e Myanmar. Le rivendicazioni riguardavano il ripristino delle protezioni doganali, la trasparenza sull'origine del prodotto e la tutela della produzione nazionale. Nel gennaio 2024 Larizzate era stata nuovamente punto di ritrovo di una manifestazione dei trattori diretta a Lucedio.
A quasi dieci anni dalle prime proteste, tornano dunque questioni già affrontate, alle quali si aggiungono nuove preoccupazioni per i costi e gli obblighi amministrativi. La continuità è soprattutto territoriale e nelle rivendicazioni, senza che sia documentata un'identità organizzativa tra i diversi movimenti.
Prezzi del risone e rapporti con l'industria
La formazione dei prezzi lungo la filiera è una delle principali questioni sollevate dai manifestanti. Gli agricoltori denunciano quotazioni insufficienti a coprire adeguatamente i costi, mentre i prezzi del riso confezionato nella distribuzione commerciale non avrebbero registrato diminuzioni proporzionali. Il confronto richiede di considerare rese industriali, lavorazione, confezionamento, trasporti e tempi di acquisto delle scorte e di favorire una distribuzione più equilibrata del valore.
Nel corso della manifestazione di venerdì una delegazione di Coldiretti è stata ricevuta da Paolo Carrà, vicepresidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte con delega all'Agricoltura, e dal segretario generale Gianpiero Masera. Ai rappresentanti dell'ente camerale sono state illustrate le difficoltà del comparto risicolo e le richieste dei produttori: definire i costi medi di produzione, promuovere contratti di filiera che tengano conto delle spese sostenute dalle aziende, dell'andamento del mercato e delle varietà richieste, e predisporre contratti-tipo che riconoscano anche economicamente la qualità del prodotto. Carrà ha assicurato che le proposte saranno portate all'esame della Giunta camerale nella riunione prevista a fine ottobre.
Gasolio, sementi certificate e fiscalità
Gli Agricoltori uniti chiedono interventi per contenere il costo del gasolio agricolo e degli altri mezzi produttivi, contrastare le pratiche commerciali ritenute speculative e garantire prezzi remunerativi. Tra le questioni sollevate figura anche l'obbligo di utilizzare sementi appartenenti alle categorie certificate ammesse per ottenere il sostegno accoppiato al reddito previsto dalla PAC per il riso. Secondo i manifestanti il vincolo contribuisce ad aumentare i costi. Un'altra richiesta riguarda la fiscalità agricola, per la quale i produttori auspicano un trattamento maggiormente coerente con l'andamento della redditività aziendale.
Dal Novarese la nuova associazione Libero Arbitrio
Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti dell'associazione Libero Arbitrio, costituita nel marzo 2026 e presieduta da Maria Rosa Loriga. L'associazione, che dichiara di voler sostenere il dialogo tra agricoltori, cittadini e istituzioni, richiama l'attenzione sull'aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti, sulle quotazioni delle materie prime agricole e sulle conseguenze delle politiche commerciali europee. Tra le richieste figurano una maggiore tutela della produzione nazionale e interventi sulle importazioni considerate penalizzanti per le aziende italiane.
Importazioni e concorrenza internazionale
Il commercio internazionale è sempre al centro del dibattito. Coldiretti richiama l'attenzione sulle importazioni asiatiche e sulle differenti condizioni produttive e commerciali rispetto a quelle europee. Il direttore di Coldiretti Vercelli-Biella Domenico Pautasso sottolinea il rischio che il riso importato a prezzi contenuti venga lavorato e confezionato in Europa, rendendo meno immediata per i consumatori l'identificazione della provenienza della materia prima.
Una mobilitazione che attraversa l'Italia
Le proteste dei risicoltori si inseriscono in un clima di crescente difficoltà per diverse produzioni agricole. Nei giorni scorsi la Cia ha manifestato davanti a Montecitorio; l’organizzazione tornerà a Roma davanti alla Camera nei prossimi giorni , mentre altre iniziative sono state organizzate in Basilicata, Calabria e Sicilia. Nel Materano i produttori di cereali chiedono maggiori tutele per il grano duro e trasparenza sui costi e sui prezzi. A Gioia Tauro gli agricoltori hanno organizzato un presidio contro il caro carburante e le difficoltà economiche delle aziende. In Sicilia nuove manifestazioni hanno richiamato l'attenzione sui costi produttivi, sulla siccità e sulla necessità di interventi regionali.
Confagricoltura e Confartigianato hanno espresso preoccupazione per il costo dell'energia e dei carburanti, evidenziando le ricadute sulla competitività delle imprese.
La risicoltura e il futuro del territorio
La crisi interessa anche il ruolo economico, ambientale e territoriale della coltivazione. Alla manifestazione di Coldiretti è intervenuto Davide Gilardino, presidente della Provincia di Vercelli, che ha richiamato l'importanza della risicoltura per il territorio e per la sua economia. La risicoltura caratterizza vaste aree del Piemonte e della Lombardia, dove attività produttiva, rete dei canali e gestione delle risorse idriche sono strettamente collegate. Le manifestazioni di Vercelli riportano così all'attenzione una questione che vitale per il comparto: garantire alle imprese una remunerazione adeguata attraverso prezzi sostenibili, rapporti commerciali equilibrati e condizioni competitive sui mercati internazionali. Dalla capacità di dare risposte concrete dipenderà una parte importante del futuro della risicoltura italiana.