RUCHÈ RISERVA E METODO CLASSICO: MONTALBERA PUNTA SU LONGEVITÀ ED EXPORT
Montalbera, l’azienda vinicola della famiglia Morando che rivendica la produzione del 60% di tutto il Ruchè di Castagnole Monferrato docg punta sulla piccola perla che si produce in sette comuni del Monferrato Astigiano per una destinazione di vino da invecchiamento e lancia uno spumante metodo classico da 100% uve pinot nero al traguardo dei 140 mesi sui lieviti prima di essere messo in commercio. Le due novità si chiamano Ruchè di Castagnole Monferrato docg Riserva Franco Morando e 140+1, nome che significa appunta i 140 mesi di affinamento +1, numero simbolico del giorno della degustazione. Le nuove etichette di Montalbera sono state presentate, a Torino, a pochi giorni dal Vinitaly dove Montalbera racconterà ancora una volta la sua storia tra Monferrato e Langa, e i suoi vigneti, 110 ettari nel territorio di Castagnole Monferrato e 15,5 a Castiglione Tinella, dove nacque il fondatore dell’azienda, Enrico Morando. Un’azienda che, pur mettendo al primo posto il mercato italiano, ha raddoppiato negli ultimi tre anni la sua quota di export, portandola dal 20% al 40%.
Il Ruché di Castagnole Monferrato Riserva Franco Morando “rappresenta un ponte ideale tra passato e futuro della nostra cantina”, spiega Franco Morando. “Celebra l’identità del vitigno (coltivato su 76 ettari totali, ndr) e l’esperienza familiare maturata in oltre un secolo di vita, ribadendo una visione produttiva orientata alla valorizzazione del Ruchè quale grande rosso piemontese da invecchiamento. E’ un’etichetta che conferma la nostra volontà di preservare e innovare la tradizione, raccontando il territorio attraverso vini di carattere e longevità”. L’invecchiamento prevede 18 mesi in barriques e tonneaux di rovere francese, austriaco e di Slavonia, seguiti da ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia a temperatura controllata, per una durata complessiva minima di 24 mesi.
Ma l’interesse maggiore in questo nuovo capitolo della storia di Montalbera lo reclama forse lo spumante pas dosè 140+1. “Ogni grappolo – spiegano alla Montalbera - viene accuratamente selezionato e sottoposto a un processo di pulizia delicato e progressivo, articolato in più fasi di lavaggio e ammollo, seguite da una completa asciugatura. Un metodo pensato per preservare l’integrità dell’uva e ottenere un mosto estremamente pulito, capace di esprimere con precisione il profilo aromatico varietale. La fermentazione alcolica avviene in piccole botti di rovere, realizzate con legni selezionati e stagionati per almeno tre anni. In queste botti il vino rimane sui lieviti per circa sei mesi, prima di affrontare il lungo affinamento in bottiglia senza alcun dosaggio finale”.