STRASBURGO, SETTIMANA DECISIVA PER L'AGRICOLTURA EUROPEA


 

La sessione plenaria del Parlamento europeo in corso a Strasburgo affronta questa settimana due dossier destinati a incidere in modo significativo sul futuro dell'agricoltura europea: la revisione delle norme sui rapporti contrattuali lungo la filiera agroalimentare e il nuovo quadro regolatorio sulle TEA.

Domani è previsto il voto sulla riforma dell'Organizzazione comune dei mercati agricoli (OCM). L'accordo con il Consiglio, raggiunto il 5 marzo scorso, introduce l'obbligo generalizzato di contratti scritti tra agricoltori e acquirenti, rafforza il ruolo delle organizzazioni di produttori nella negoziazione delle condizioni commerciali e tutela le denominazioni legate ai prodotti a base di carne. Si tratta di misure attese da tempo, che puntano a rendere più equilibrati i rapporti economici all'interno della filiera e a rafforzare la posizione degli agricoltori nella distribuzione del valore.

Mercoledì sarà invece la volta delle NGT (New Genomic Techniques), le nuove tecniche genomiche che in Italia vengono comunemente indicate come TEA, tecniche di evoluzione assistita. Il regolamento nasce dall'accordo raggiunto in trilogo nel dicembre 2025 ed è stato successivamente approvato dal Consiglio.

Il testo distingue due categorie di piante. Le varietà di categoria 1 comprendono modificazioni genetiche limitate, considerate equivalenti a quelle ottenibili attraverso processi naturali o mediante selezione convenzionale. Per queste varietà è prevista una procedura semplificata, con requisiti significativamente ridotti rispetto a quelli applicati agli organismi geneticamente modificati tradizionali. Le varietà di categoria 2, caratterizzate da modificazioni genetiche più complesse, resteranno invece soggette a controlli e autorizzazioni analoghi a quelli previsti per gli OGM.

Il provvedimento continua tuttavia a suscitare un acceso dibattito. Organizzazioni del settore biologico, associazioni ambientaliste e gruppi di consumatori contestano in particolare il regime previsto per le NGT di categoria 1, ritenendo insufficienti le garanzie in materia di tracciabilità, etichettatura e tutela delle filiere biologiche, dalle quali le nuove varietà resteranno comunque escluse.

Su entrambi i dossier il confronto politico è stato intenso e le posizioni restano articolate. L'obbligo dei contratti scritti mira a correggere squilibri storici nella distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare. Le nuove tecniche genomiche, dal canto loro, potrebbero accelerare lo sviluppo di varietà più resistenti agli stress climatici, alle fitopatie e alle avversità ambientali, contribuendo a ridurre la dipendenza da alcuni input produttivi.

Le principali organizzazioni professionali agricole europee hanno accolto favorevolmente entrambi i provvedimenti, considerandoli strumenti utili per rafforzare la competitività delle imprese e favorire l'innovazione. I voti di questa settimana rappresentano quindi un passaggio importante per l'agricoltura europea, chiamata a confrontarsi contemporaneamente con le esigenze di una maggiore equità economica nelle filiere e con le opportunità offerte dall'innovazione genetica.