UE–MERCOSUR, VIA LIBERA ALL’APPLICAZIONE PROVVISORIA

La Commissione europea ha deciso di avviare l’applicazione provvisoria del pilastro commerciale dell’accordo UE–Mercosur, dopo la ratifica parlamentare in Argentina e Uruguay e in presenza dell’autorizzazione preventiva del Consiglio a far scattare la clausola di applicazione alla prima ratifica da parte di uno Stato del blocco sudamericano.

Lo ha annunciato ieri la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: pur in assenza della ratifica definitiva del Parlamento europeo e delle eventuali ratifiche nazionali, le parti dell’intesa rientranti nella competenza esclusiva dell’Unione potranno entrare in vigore in via anticipata.

 

Base giuridica e perimetro dell’applicazione

 

Sul piano giuridico, l’applicazione provvisoria riguarda esclusivamente le materie di competenza esclusiva UE: tariffe doganali, contingenti tariffari, regole commerciali, disposizioni sull’accesso al mercato e sugli scambi di beni. Restano invece sospese fino al completamento dell’iter di ratifica le parti che coinvolgono competenze miste o nazionali.

La procedura prevede ora la notifica formale ai partner Mercosur dell’intenzione dell’Unione di applicare provvisoriamente l’accordo. Secondo quanto precisato dal portavoce commerciale UE l’entrata in vigore decorrerà il primo giorno del secondo mese successivo allo scambio delle note verbali tra le parti, con un orizzonte operativo stimato tra 30 e 60 giorni. In una prima fase, l’applicazione avrà carattere “bilaterale” tra l’UE e i singoli Paesi che hanno completato le procedure interne, attualmente Argentina e Uruguay; Brasile e Paraguay sono attesi a breve alla ratifica, ampliando progressivamente il perimetro.

Il rinvio dell’accordo alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, votato dal Parlamento europeo a gennaio per verificarne la compatibilità con i Trattati, non impedisce formalmente l’applicazione provvisoria qualora il Consiglio abbia già conferito mandato alla Commissione. L’esame giuridico resta in corso e potrà incidere sulla fase definitiva dell’iter.

 

Il contesto politico e il “freno di emergenza”

 

Parallelamente, il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il meccanismo di salvaguardia – il cosiddetto “freno di emergenza” – per il settore agricolo. Lo strumento consente di reintrodurre dazi o sospendere preferenze tariffarie qualora le importazioni dal Mercosur provochino perturbazioni gravi in specifici comparti.

Si tratta di un elemento centrale per l’equilibrio dell’intesa, soprattutto alla luce delle forti perplessità espresse dal mondo agricolo europeo. La Commissione ha ribadito che l’applicazione provvisoria è stata autorizzata dagli Stati membri e che resta reversibile in caso di sviluppi giuridici o politici rilevanti.

 

Effetti attesi per l’agricoltura

 

Con l’avvio dell’applicazione provvisoria si accelerano le linee di liberalizzazione già previste dall’accordo.

Sul fronte Mercosur verso UE, è prevista l’eliminazione o la riduzione dei dazi su ampie quote di carne bovina, pollame, zucchero, etanolo e altri prodotti agricoli, nei limiti dei contingenti tariffari concordati. L’utilizzo anticipato delle quote a dazio ridotto o nullo potrà incidere sui flussi di importazione già nel breve periodo, soprattutto nei comparti zootecnici.

Per l’export europeo verso il Mercosur, si aprono invece opportunità immediate o graduali per auto, macchinari, farmaceutica, chimica, vino e agroalimentare trasformato. La riduzione delle tariffe e il miglioramento delle condizioni di accesso al mercato rappresentano un fattore di competitività in un’area di oltre 260 milioni di consumatori.

Nel caso del vino i dati dell’Osservatorio Uiv evidenziano che i vini europei esportati in Brasile hanno finora scontato dazi fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti. L’import di vino in Brasile sfiora i 500 milioni di euro l’anno; la quota italiana è pari a 42,5 milioni di euro, circa l’8% del totale. La progressiva eliminazione dei dazi nell’arco di otto anni può modificare in modo strutturale la competitività delle imprese italiane.

 

Un contesto di rallentamento dell’export

 

La decisione interviene in una fase complessa per il commercio estero italiano. Secondo i dati Istat commentati dal presidente Ice Matteo Zoppas, a gennaio 2026 l’export italiano verso i Paesi extra UE ha registrato una flessione del 6% su base annua, con un calo dei beni strumentali del 15,1%. Verso i Paesi Mercosur si rileva una contrazione del 18,5% rispetto allo stesso mese del 2025.

In questo scenario l’applicazione provvisoria dell’accordo viene indicata quale potenziale leva di rilancio nel medio periodo, soprattutto per i settori a maggiore vocazione internazionale.

 

Equilibrio tra apertura commerciale e tutela delle filiere

 

L’avvio anticipato del pilastro commerciale delinea una fase di test concreto dell’accordo, nella quale si misureranno gli effetti delle liberalizzazioni e l’efficacia dei meccanismi di salvaguardia.

Per l’agricoltura italiana il quadro è differenziato: da un lato, opportunità per filiere esportatrici ad alto valore aggiunto; dall’altro, maggiore esposizione alla concorrenza in comparti sensibili quali bovino, avicolo e zucchero.

La sostenibilità politica ed economica dell’intesa dipenderà dalla capacità delle istituzioni europee di garantire reciprocità negli standard produttivi, controlli efficaci e attivazione tempestiva delle clausole di salvaguardia in caso di squilibri di mercato. L’applicazione provvisoria rappresenta un banco di prova per la coerenza tra politica commerciale e modello agricolo europeo.