UNIONE QUARTA GAMMA, NASCE L’AOP PER RAFFORZARE LA FILIERA DELLE INSALATE PRONTE
Nel comparto ortofrutticolo italiano prende forma un nuovo progetto di aggregazione produttiva. Con la presentazione a Roma di Unione Quarta Gamma, l’Associazione di organizzazioni di produttori promossa nell’ambito di Filiera Italia e sostenuta da Coldiretti, alcuni dei principali operatori del comparto delle insalate pronte avviano un percorso di coordinamento della filiera con l’obiettivo di rafforzare la programmazione produttiva e migliorare il rapporto con la grande distribuzione organizzata.
L’iniziativa è stata presentata ieri a Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti, nel corso di un incontro che ha riunito rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’industria di trasformazione e della distribuzione moderna. Al confronto hanno partecipato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia. Al tavolo erano presenti anche esponenti della distribuzione organizzata, tra cui Maura Latini, presidente di Coop Italia, Francesco Avanzini, direttore generale di Conad, e Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione.
Il comparto della quarta gamma – ortaggi freschi lavati, tagliati e pronti al consumo – rappresenta uno dei segmenti più strutturati dell’ortofrutta italiana. Secondo diverse analisi di settore il mercato vale oltre un miliardo di euro nel canale retail, valore che supera 1,5 miliardi di euro considerando anche horeca ed export. La diffusione dei prodotti è ampia, con una presenza nelle famiglie italiane superiore al 70%.
Le coltivazioni destinate alla quarta gamma, secondo elaborazioni di settore su dati ISMEA e CREA, interessano oltre 12-15 mila ettari equivalenti, con una produzione stimata in circa 200 mila tonnellate di materia prima, mentre l’insieme delle attività agricole, industriali e logistiche coinvolge circa 30 mila addetti. L’Italia è considerata uno dei principali mercati europei per consumo di insalate pronte, con un sistema produttivo che negli anni ha integrato coltivazione agricola, trasformazione industriale e distribuzione.
Nonostante questa diffusione negli ultimi anni il comparto ha mostrato segnali di rallentamento. I promotori dell’iniziativa sottolineano come negli ultimi anni la crescita della quarta gamma sia stata più contenuta rispetto all’andamento complessivo dell’ortofrutta, nonostante l’elevata diffusione del prodotto tra i consumatori. L’aumento dei costi energetici, della logistica del freddo e del packaging ha inoltre inciso sui margini lungo la filiera.
In questo contesto l’aggregazione tra operatori viene indicata dai promotori come uno degli strumenti per rafforzare la posizione della produzione agricola. Unione Quarta Gamma, che aggrega circa il 60% del mercato nazionale della produzione agricola destinata alla quarta gamma, riunisce diverse organizzazioni di produttori e imprese della filiera, tra cui Mioorto, Oasi, Ortoromi, San Lidano e Sole e Rugiada insieme alle aziende Agricor, La Linea Verde e L’Insalata dell’Orto.
Il confronto che ha accompagnato la presentazione dell’iniziativa è stato coordinato dall’economista agroalimentare Roberto Della Casa, docente e studioso delle dinamiche economiche della filiera ortofrutticola. L’obiettivo della nuova struttura è rafforzare il coordinamento tra i diversi anelli della filiera, migliorare la programmazione delle produzioni e sviluppare relazioni più strutturate con la distribuzione moderna.
Alcune analisi pubblicate dalla stampa specializzata ortofrutticola segnalano inoltre un’evoluzione nelle preferenze dei consumatori, con una crescita delle insalate monovarietà – quali lattughino e rucola – mentre le miste mostrano una dinamica più debole. Le imprese stanno quindi rivedendo assortimenti e formati per adattarsi alle nuove tendenze di consumo.
Per la filiera della quarta gamma la sfida riguarda soprattutto l’organizzazione economica del settore. La maggiore aggregazione tra produttori, sostenuta anche dagli strumenti dell’Organizzazione comune di mercato ortofrutta e dalla normativa europea sulle pratiche commerciali sleali, viene considerata un passaggio importante per migliorare la distribuzione del valore lungo la filiera e rafforzare un comparto che resta tra i più innovativi dell’ortofrutta italiana.