VENDEMMIA 2026 - COLLI PIACENTINI: FORTE ANTICIPO E UVE SANE, MA LA SICCITÀ LIMITA LA RESA IN MOSTO

Nei Colli Piacentini la vendemmia procede verso la fase finale con un anticipo tra i più marcati degli ultimi anni. Le prime uve destinate alle basi spumante sono entrate in cantina nei primi giorni di agosto, mentre la raccolta ordinaria è iniziata intorno al 10 agosto. Le varietà bianche sono ormai vendemmiate; tra i rossi la barbera è quasi interamente raccolta, mentre proseguono le operazioni sulla croatina e si avvia la raccolta del cabernet.

 

L’anticipo interessa le principali aree viticole della provincia, dalla Val Tidone alla Val d’Arda, passando per la Val Trebbia. Proprio in Val Trebbia, nella zona di Travo, la vendemmia era iniziata già nella prima metà di agosto, con oltre dieci giorni di anticipo. Le aziende hanno concentrato il lavoro soprattutto nelle ore del mattino per evitare le temperature più elevate della giornata.

 

A imprimere velocità alla maturazione è stata soprattutto la combinazione tra temperature elevate e disponibilità idrica limitata. Secondo le indicazioni raccolte da Confagricoltura Piacenza, come precisa il vicepresidente dell’associazione Stefano Pizzamiglio, dalla seconda metà di maggio il territorio ha ricevuto poche precipitazioni significative, mentre durante l’estate le temperature massime hanno raggiunto 34-36 °C. Caldo e deficit idrico hanno così accelerato il ciclo della vite e ristretto la finestra utile per individuare il momento ottimale della raccolta.

 

Il quadro produttivo resta comunque migliore rispetto alla difficile campagna precedente, soprattutto per le uve bianche. Le valutazioni più recenti indicano quantitativi superiori di circa il 5-10% rispetto al 2025. La siccità ha però ridotto le dimensioni degli acini e il peso dei grappoli, con effetti sulla quantità di mosto ottenibile dall’uva conferita. Una minore resa uva/mosto non equivale necessariamente a una riduzione della produzione complessiva di mosto rispetto allo scorso anno. L’aumento della quantità di uva raccolta può infatti compensare, almeno in parte, la minore resa alla pressatura. Il bilancio quantitativo definitivo potrà quindi essere formulato soltanto al termine delle operazioni di cantina.

 

Sul piano sanitario, invece, la vendemmia presenta condizioni favorevoli. I grappoli arrivano generalmente sani e la pressione delle principali malattie fungine è rimasta contenuta. I problemi maggiori sono legati agli effetti diretti del caldo e della radiazione solare, con episodi di scottatura degli acini e una maggiore sofferenza nei vigneti giovani, caratterizzati da apparati radicali meno sviluppati e quindi più sensibili alla carenza d’acqua.

 

Le temperature notturne, scese intorno a 20-21 °C, hanno contribuito a limitare gli effetti delle elevate massime diurne. Il quadro analitico delle uve indica un equilibrio zuccherino soddisfacente e una struttura acida complessivamente adeguata, pur con livelli contenuti di acido malico. Un elemento importante soprattutto per le basi spumante e per i vini bianchi, nei quali la gestione dell’acidità assume un ruolo centrale nella definizione del profilo enologico.

 

La barbera è ormai quasi completamente raccolta e le prime indicazioni non evidenziano particolari criticità nella maturazione fenolica. Per croatina, cabernet e altre varietà più tardive saranno invece determinanti l’andamento meteorologico e le condizioni delle prossime giornate. Le aziende orientate alla produzione di vini fermi possono infatti prolungare maggiormente la permanenza delle uve in pianta per ottenere struttura, concentrazione e maturità fenolica. La conclusione della vendemmia nel Piacentino è attesa tra la metà e la seconda parte di settembre, con calendari differenti in funzione delle varietà, dell’altitudine, dell’esposizione dei vigneti e degli obiettivi enologici delle singole aziende.