VINITALY, HANSEN A VERONA INCONTRA LE ORGANIZZAZIONI AGRICOLE

Non solo degustazioni e contratti commerciali. Vinitaly ieri si è trasformata in una piattaforma politica europea con la visita del commissario all’Agricoltura Christophe Hansen, atteso da una fitta agenda di incontri con Governo e organizzazioni agricole.

Arrivando a Verona, Hansen ha definito Vinitaly “un punto di incontro per l’intero settore”, inserendolo tra gli appuntamenti chiave dell’agenda agricola europea. Un riconoscimento che fotografa il peso crescente del comparto vitivinicolo, anche in relazione alle tensioni geopolitiche, alle dinamiche dei consumi e agli effetti del cambiamento climatico.

 

Al centro della missione italiana del commissario il nuovo “pacchetto vino”. Secondo Hansen, si tratta di uno strumento pensato per accompagnare il comparto in una fase complessa, con misure per la gestione della sovrapproduzione, il sostegno agli investimenti e l’adattamento alle nuove preferenze di consumo, inclusi i vini a minore gradazione. Sul piano economico il dossier si intreccia con l’apertura di nuovi mercati, a partire dall’India, indicata quale sbocco strategico per l’export europeo.

 

Il confronto istituzionale ha avuto come primo snodo il dialogo con il ministro Francesco Lollobrigida, che ha parlato di “cambio di passo” nella politica europea del vino, collegando il tema della semplificazione normativa alla tenuta del reddito in vigneto. Un passaggio che riflette una criticità strutturale: la sostenibilità economica delle aziende viticole, in un contesto di aumento dei costi e volatilità dei mercati. La visita del commissario nei padiglioni delle principali organizzazioni agricole - Coldiretti, Confagricoltura e Cia - ha riportato il confronto sul terreno operativo.


A Casa Coldiretti il focus si è concentrato su innovazione e ricambio generazionale, con la presentazione dei dati sui viticoltori under 35 e sul progetto di digitalizzazione del “Vigneto Italia”. Temi che si legano direttamente agli strumenti della PAC e alla capacità di trasferire innovazione in azienda.

 

Negli incontri con Confagricoltura e Cia il confronto si è allargato alle questioni commerciali, dai dazi alle nuove destinazioni export, e agli effetti delle normative europee sui costi di produzione e sulla gestione agronomica. In primo piano il tema della competitività internazionale del vino italiano, primo esportatore mondiale per volumi, ma che soffre ancora di un eccesso di burocrazia e di un contesto normativo e commerciale sempre più complesso sui mercati esteri.