VINO, GIACENZE IN AUMENTO DEL 14,2%: CRESCE IL DIVARIO CON IL 2025

A settembre le cantine italiane detengono 5,09 milioni di ettolitri di vino in più rispetto a un anno prima. Le scorte scendono rispetto a giugno, ma con una riduzione inferiore a quella del 2025. I bianchi DOP e IGP concentrano quasi il 60% dell’incremento annuo.

 

Nonostante il calo estivo le cantine italiane restano più cariche di un anno fa: al 30 settembre 2026 le giacenze di vino raggiungono 41,04 milioni di ettolitri, contro 35,95 milioni del settembre 2025. A giugno il distacco era di 2,91 milioni di ettolitri, pari al 6,7%.

I dati arrivano dal rapporto Cantina Italia dell’ICQRF, elaborato su circa 23.600 registri telematici del vino. La rilevazione misura il vino detenuto dagli operatori obbligati al registro e non distingue tra prodotto venduto e invenduto.

 

Meno vino da giugno, più distanza dal 2025

 

Rispetto al 30 giugno 2026, quando nelle cantine erano presenti 46,52 milioni di ettolitri, il vino diminuisce di 5,48 milioni, pari all’11,8%. Nello stesso intervallo del 2025 la riduzione era stata più ampia: da 43,61 a 35,95 milioni di ettolitri, ossia 7,66 milioni e il 17,6%. Sono elaborazioni sui valori dei due rapporti: la contrazione delle giacenze tra giugno e settembre risulta quindi inferiore di 2,18 milioni di ettolitri rispetto a un anno prima.

Le quantità di vino registrate scendono nel trimestre, ma il distacco dal 2025 cresce: l’eccedenza passa da 2,91 a 5,09 milioni di ettolitri, pari al 14,2%. Il dato misura lo stock, non i flussi: per attribuire la variazione a vendite, consumi o export servono i dati sulle singole movimentazioni.

La flessione da giugno interessa tutte le principali categorie: le DOP passano da 25,52 a 23,29 milioni di ettolitri, con un calo dell’8,7%; le IGP da 12,13 a 10,38 milioni, in diminuzione del 14,4%; i vini da tavola e altri da 8,09 a 6,67 milioni, con una riduzione del 17,6%.

 

L’aumento annuo corre soprattutto nei bianchi

 

Nel confronto con settembre 2025, invece, tutte le categorie crescono. Le DOP aumentano di 2,65 milioni di ettolitri (+12,8%) e le IGP di 1,40 milioni (+15,6%). I vini da tavola e altri salgono del 16,1%, a 6,67 milioni di ettolitri; i varietali del 20,2%, a circa 698 mila.

I bianchi concentrano la parte maggiore dell’incremento. Quelli DOP raggiungono 10,44 milioni di ettolitri (+23,7%), quelli IGP 4,10 milioni (+34%). Sommando le due categorie, l’aumento annuo arriva a 3,04 milioni di ettolitri: secondo la nostra elaborazione, quasi il 60% della crescita di tutto il vino in giacenza. I rossi DOP e IGP aumentano entrambi del 5,4%, rispettivamente a 12,13 e 5,87 milioni di ettolitri.

Accanto al vino, settembre registra 12,82 milioni di ettolitri di mosti, contro 8,52 milioni di un anno prima (+50,5%), e 8,85 milioni di vino nuovo ancora in fermentazione, contro 4,59 milioni (+92,8%). La somma delle tre voci raggiunge 62,71 milioni di ettolitri: +27,8% sul settembre 2025 e +24,7% su giugno 2026. È un aggregato di prodotti a diversi stadi di lavorazione, influenzato dal calendario e dall’avanzamento della vendemmia; va distinto dalle giacenze del solo vino.

 

Veneto primo, Piemonte a 3,73 milioni di ettolitri

 

Il Nord detiene il 57,7% del vino nazionale. Il Veneto guida con 10,21 milioni di ettolitri, il 24,9% del totale, seguito dalla Toscana con 5,09 milioni. Emilia-Romagna e Puglia si collocano entrambe a circa 3,91 milioni; il Piemonte arriva a 3,73 milioni, il 9,1% delle giacenze italiane.

Rispetto a giugno il vino detenuto in Piemonte diminuisce di 285.195 ettolitri (-7,1%), meno della media nazionale. Anche tra le denominazioni i movimenti divergono: il Barolo passa da 550.359 a 522.038 ettolitri (-5,1%), la Barbera d’Asti da 388.348 a 350.230 (-9,8%), mentre l’Asti sale da 151.283 a 158.513 (+4,8%).

Su scala nazionale il Prosecco resta la denominazione con più vino in giacenza: 3,31 milioni di ettolitri, il 14% in meno rispetto a giugno. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco segue una dinamica opposta e passa da 702.642 a 734.951 ettolitri, con un aumento del 4,6%.