Verso la nuova PAC 2028-2034

La proposta di riforma della Politica Agricola Comune (Pac) per il periodo 2028-2034 presentata dalla Commissione europea introduce cambiamenti strutturali significativi, ma incontra forti resistenze da parte degli Stati membri, del Parlamento europeo e delle organizzazioni agricole.

L’innovazione principale è l’unificazione dei due pilastri della PAC in un Fondo unico che comprende pagamenti diretti, misure di sviluppo rurale e altri strumenti. L’obiettivo della Commissione è ridurre duplicazioni e oneri burocratici. Gli strumenti restano simili (pagamenti di base, sostegno accoppiato, misure agroambientali), ma inseriti in un quadro più flessibile.

Sono previsti 18 interventi complessivi, di cui 13 obbligatori (tra i quali pagamenti a superficie, sostegno ai giovani, azioni ambientali, gestione del rischio) e 4 facoltativi (indennità compensative, servizi di sostituzione, Leader, cooperazione locale).

 

La dimensione finanziaria

La Commissione propone un budget di circa 300 miliardi di euro per sette anni, in calo rispetto ai 386 miliardi attuali. Per l’Italia, la dotazione minima è di 31 miliardi di euro (4,4 miliardi annui), contro i 5,4 miliardi annui del periodo 2021-2027. Il deficit stimato è del 18-20%, circa un miliardo in meno all’anno.

Le possibilità di compensazione attraverso il Fondo unico sono limitate: delle risorse aggiuntive disponibili (52,7 miliardi per l’Italia), solo una parte è effettivamente programmabile, e parte va riservata a emergenze e politiche non agricole.

 

La posizione del Parlamento europeo

Il 10 settembre 2025 il Parlamento europeo ha adottato una propria risoluzione politica sul futuro della Pac. Non ha respinto formalmente la proposta della Commissione, ma ha espresso forti critiche chiedendo modifiche sostanziali, ovvero di mantenere la struttura a due pilastri, garantire un bilancio agricolo autonomo, ridurre realmente gli oneri burocratici tramite digitalizzazione e controlli satellitari e rafforzare il sostegno a giovani e investimenti.

 

Il parere del Consiglio e la posizione italiana

Il Consiglio Agrifish, con l’Italia in prima linea, ha espresso netta contrarietà al Fondo unico e alla riduzione delle risorse. Il ministro Francesco Lollobrigida ha parlato di “salto indietro di sessant’anni di Pac”, sottolineando il rischio di compromettere la sovranità alimentare europea e la stabilità del reddito agricolo.

 

Copa-Cogeca

Le principali organizzazioni agricole europee, riunite in Copa-Cogeca, hanno criticato la proposta sottolineando la necessità di una Pac fortemente finanziata e stabile. Hanno chiesto di non ridurre i pagamenti diretti, di mantenere il sostegno accoppiato per i settori più fragili e di rafforzare gli strumenti di gestione del rischio.

I

 prossimi passi

La proposta della Commissione punta a semplificare e rendere più equo il sostegno, ma la riduzione delle risorse e il Fondo unico hanno aperto un fronte critico che unisce Parlamento, Consiglio e mondo agricolo. Per l’Italia, il quadro è particolarmente difficile: meno fondi, più incertezza sulle risorse integrative e rischio di squilibri competitivi. Il negoziato è aperto e sarà decisivo per definire l’assetto finale della Pac post-2027.