GIACENZE DI VINO: L'ITALIA ACCUMULA SCORTE, IL PIEMONTE TIENE MA OGNI DENOMINAZIONE SEGUE DINAMICHE DI MERCATO DIVERSE
L'analisi delle giacenze di vino al 31 maggio 2026, elaborata sui dati del registro telematico Cantina Italia dell'ICQRF, evidenzia uno scenario che merita una lettura approfondita. A livello nazionale le scorte aumentano in modo significativo rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il Piemonte mantiene una sostanziale stabilità. Dietro questo dato, però, si nascondono situazioni molto diverse tra le principali denominazioni regionali, strettamente legate alla loro capacità di collocare il vino sul mercato interno e, soprattutto, all'export.
Italia: le giacenze crescono del 5,4%
Al 31 maggio 2026 nelle cantine italiane risultano presenti 49,1 milioni di ettolitri di vino, contro i 46,6 milioni dello stesso periodo del 2025. L'aumento è pari a 2,5 milioni di ettolitri (+5,4%). La crescita interessa tutte le categorie, ma è particolarmente evidente nei vini comuni e varietali (+9,7%) e nei vini IGP (+6,5%), mentre i vini DOP registrano un incremento più contenuto (+3,4%).
Questa evoluzione arriva in un momento caratterizzato da consumi meno dinamici, rallentamento della domanda internazionale, incertezza sui mercati esteri e tensioni commerciali che stanno influenzando l'intero comparto vitivinicolo.
Tabella 1 – Giacenze di vino in Italia al 31 maggio
Categoria | 2025 (hl) | 2026 (hl) | Variazione | Var. % |
Vini DOP | 25.901.351 | 26.792.730 | +891.379 | +3,4% |
Vini IGP | 12.046.883 | 12.829.562 | +782.679 | +6,5% |
Varietali e comuni | 8.649.008 | 9.483.800 | +834.792 | +9,7% |
Totale vini | 46.597.243 | 49.106.092 | +2.508.849 | +5,4% |
Fonte: ICQRF – Cantina Italia.
Il Piemonte resta stabile, ma aumentano le giacenze dei vini DOP
Diversa la situazione piemontese. Le giacenze complessive passano da 4,105 milioni a 4,092 milioni di ettolitri, con una lieve flessione dello 0,3%, confermando un equilibrio decisamente migliore rispetto al dato nazionale. L'analisi della composizione delle scorte racconta però una realtà più articolata. I vini DOP aumentano di 40.519 ettolitri (+1,3%), raggiungendo 3,163 milioni di ettolitri, mentre diminuiscono sia i vini IGP (-14,5%) sia i vini comuni e varietali (-4,2%).
Il Piemonte continua quindi a concentrare la quasi totalità delle proprie giacenze nelle denominazioni di origine, cioè nella parte economicamente più importante della produzione regionale.
Tabella 2 – Giacenze di vino in Piemonte al 31 maggio
Categoria | 2025 (hl) | 2026 (hl) | Variazione | Var. % |
Vini DOP | 3.122.422 | 3.162.941 | +40.519 | +1,3% |
Vini IGP | 128.690 | 110.070 | -18.620 | -14,5% |
Varietali e comuni | 854.309 | 818.620 | -35.689 | -4,2% |
Totale vini | 4.105.421 | 4.091.632 | -13.789 | -0,3% |
Le giacenze non sono tutte uguali
Limitarsi al dato complessivo rischia di fornire una lettura fuorviante. Le giacenze non misurano soltanto il vino presente nelle cantine. Rappresentano il punto di equilibrio tra produzione, vendite, esportazioni e capacità del mercato di assorbire il prodotto.
Per questo motivo ogni denominazione deve essere analizzata singolarmente. Un aumento delle giacenze può essere fisiologico per un vino destinato a lunghi affinamenti, mentre assume un significato completamente diverso per vini normalmente commercializzati entro pochi mesi dalla vendemmia. Anche la dimensione della denominazione incide sull'interpretazione dei dati: un incremento dell'1% in una DOCG da centinaia di migliaia di ettolitri produce effetti economici molto più rilevanti rispetto alla stessa variazione registrata da una piccola denominazione.
Barbera d'Asti: il peso della principale denominazione produttiva
Tra le grandi denominazioni piemontesi, la Barbera d'Asti DOCG occupa un ruolo centrale. Le giacenze passano da 390.926 a 397.851 ettolitri, con un incremento dell'1,8%. La variazione appare contenuta, ma assume un'importanza particolare perché la Barbera d'Asti rappresenta una delle principali denominazioni del Piemonte sotto il profilo produttivo ed economico. Migliaia di aziende viticole tra Astigiano, Monferrato e Alessandrino dipendono direttamente dall'andamento di questo mercato. Secondo i dati del Consorzio di tutela e della Regione Piemonte, la denominazione sviluppa annualmente una produzione superiore ai 200 mila ettolitri, rappresentando uno dei principali motori economici della viticoltura piemontese. In una denominazione di queste dimensioni anche poche migliaia di ettolitri in più significano maggiore capitale immobilizzato nelle cantine e una più intensa attività commerciale necessaria prima dell'arrivo della nuova vendemmia.
Barolo e Barbaresco: giacenze elevate ma coerenti con il ciclo produttivo
Il Barolo registra 557.633 ettolitri in giacenza (+1,1%), mentre il Barbaresco raggiunge 160.799 ettolitri (+1,8%). Sono volumi elevati, ma la loro interpretazione richiede cautela. Entrambe le denominazioni prevedono lunghi periodi di affinamento obbligatorio e una parte consistente del vino rimane fisiologicamente in cantina per diversi anni prima della commercializzazione. Le giacenze costituiscono quindi una componente normale del ciclo produttivo e rappresentano, in larga misura, un patrimonio destinato a generare valore nel tempo.
Il Gavi DOCG, invece, conferma una buona tenuta commerciale. Le giacenze rimangono praticamente stabili, passando da 104.387 a 103.604 ettolitri (-0,8%). Il dato riflette la forte vocazione all'export della denominazione e la sua consolidata presenza sui mercati internazionali.
Anche l'Asti DOCG mostra una dinamica positiva, con una riduzione delle giacenze del 5,9%, mentre la DOC Langhe registra un lieve calo (-1,6%), la Barbera d'Alba dello 0,8% e il Dolcetto d'Alba del 5,3%. Crescono invece la DOC Piemonte (+5%), il Monferrato (+6,8%) e il Roero (+2,3%).
Tabella 3 – Principali denominazioni piemontesi
Denominazione | 2025 (hl) | 2026 (hl) | Var. % |
Barolo DOCG | 551.463 | 557.633 | +1,1% |
Barbera d'Asti DOCG | 390.926 | 397.851 | +1,8% |
Piemonte DOC | 286.309 | 300.580 | +5,0% |
Langhe DOC | 286.999 | 282.531 | -1,6% |
Barbera d'Alba DOC | 184.128 | 182.705 | -0,8% |
Barbaresco DOCG | 157.981 | 160.799 | +1,8% |
Asti DOCG | 160.585 | 151.180 | -5,9% |
Gavi DOCG | 104.387 | 103.604 | -0,8% |
Nebbiolo d'Alba DOC | 89.839 | 87.919 | -2,1% |
Monferrato DOC | 75.250 | 80.371 | +6,8% |
Roero DOCG | 78.287 | 80.089 | +2,3% |
Dolcetto d'Alba DOC | 45.799 | 43.387 | -5,3% |
Le differenze emergono anche a livello territoriale
L'analisi provinciale conferma come il quadro piemontese sia tutt'altro che uniforme.
La provincia di Cuneo rimane il principale polo vitivinicolo regionale con oltre 2,2 milioni di ettolitri in giacenza, seguita da Asti con oltre un milione di ettolitri e da Alessandria con circa 530 mila ettolitri. Torino registra invece l'incremento percentuale più elevato (+17,2%), mentre Alessandria e Cuneo mostrano una lieve riduzione delle giacenze.
Si tratta di differenze che riflettono il diverso peso delle denominazioni presenti nei singoli territori e la loro diversa capacità di collocamento sul mercato.
Tabella 4 – Giacenze nelle province piemontesi
Provincia | 2025 (hl) | 2026 (hl) | Var. % |
Cuneo | 2.251.681 | 2.228.875 | -1,0% |
Asti | 1.062.733 | 1.064.683 | +0,2% |
Alessandria | 545.095 | 530.192 | -2,7% |
Torino | 134.858 | 157.998 | +17,2% |
Novara | 53.797 | 55.291 | +2,8% |
Vercelli | 44.850 | 42.036 | -6,3% |
Biella | 10.774 | 10.764 | -0,1% |
Verbano-Cusio-Ossola | 1.632 | 1.793 | +9,9% |
Verso la vendemmia con uno scenario da monitorare
Il confronto tra il 2025 e il 2026 evidenzia quindi due realtà differenti. L'Italia arriva alla nuova vendemmia con giacenze in aumento e un rallentamento più evidente soprattutto nei vini comuni e IGP.
Il Piemonte mantiene invece un sostanziale equilibrio quantitativo, ma concentra oltre 3,16 milioni di ettolitri nelle denominazioni DOP, cioè nella fascia di maggiore valore economico della produzione regionale. Nei prossimi mesi la sfida principale sarà quella di mantenere l'equilibrio tra produzione e mercato.
Ogni ettolitro ancora presente in cantina rappresenta infatti non soltanto spazio occupato, ma anche capitale immobilizzato. Le imprese dovranno trasformare rapidamente queste giacenze in vendite per affrontare con maggiore serenità la vendemmia 2026, sostenere il reddito dei viticoltori e preservare il valore delle denominazioni.
I dati di Cantina Italia mostrano che il Piemonte parte da una posizione più favorevole rispetto alla media nazionale. All'interno della regione, però, saranno soprattutto la forza commerciale delle singole denominazioni, la tenuta dell'export e la capacità dei consorzi di governare l'offerta a determinare l'evoluzione del mercato nella seconda parte dell'anno.
Fonte: Elaborazione su dati ICQRF – Cantina Italia, giacenze al 31 maggio 2025 e al 31 maggio 2026.