NOCCIOLE, LA TURCHIA TORNA SOPRA LE 700 MILA TONNELLATE. IL RECUPERO DEL RACCOLTO RIAPRE IL CONFRONTO SUL MERCATO MONDIALE
Le stime sulla produzione turca oscillano tra 704 mila e oltre 800 mila tonnellate. Dopo la campagna 2025, fortemente penalizzata dalle gelate primaverili, il recupero produttivo potrebbe modificare gli equilibri del mercato internazionale. Il 6 agosto Ankara ha fissato a 250-255 lire turche/kg i prezzi di acquisto del Toprak Mahsulleri Ofisi (TMO). Anche l'Italia guarda con attenzione all'evoluzione della raccolta, mentre il mercato attende di verificare l'effettiva consistenza del raccolto turco.
La campagna mondiale delle nocciole 2026/27 si apre con un elemento destinato a influenzare gli equilibri del mercato internazionale: il forte recupero produttivo della Turchia, primo produttore ed esportatore mondiale, dopo una stagione segnata dalle gelate primaverili e da condizioni climatiche che avevano ridotto sensibilmente la disponibilità di prodotto.
Le valutazioni del Ministero turco dell'Agricoltura e delle foreste indicano per il 2026 una produzione di circa 704 mila tonnellate su poco più di 748 mila ettari. Il confronto con il 2025 varia in funzione delle fonti disponibili, che stimano la produzione della scorsa campagna in un intervallo compreso tra circa 450 e 520 mila tonnellate. In ogni caso emerge un netto recupero dell'offerta rispetto a un'annata fortemente penalizzata dagli eventi climatici.
La dimensione effettiva del raccolto resta tuttavia oggetto di valutazioni differenti. La Black Sea Exporters Association (KIB) stima una produzione di circa 805 mila tonnellate su una superficie di 758 mila ettari, mentre l'International Nut and Dried Fruit Council (INC) aveva indicato già nel mese di maggio una previsione di 809.940 tonnellate per la campagna 2026/27. La forbice tra le diverse valutazioni rimane quindi di circa 100 mila tonnellate, ma tutte convergono su un punto: la disponibilità di nocciole turche sarà sensibilmente superiore rispetto alla campagna precedente.
Ordu verso una forte ripresa
Il quadro appare particolarmente significativo nella provincia di Ordu, uno dei principali distretti corilicoli mondiali. La commissione locale incaricata della stima, coordinata dalla Direzione provinciale dell'Agricoltura e delle foreste con la partecipazione di organizzazioni agricole, università, borse merci e operatori della filiera, ha valutato una produzione di circa 195 mila tonnellate, sulla base di rilievi effettuati in circa 400 punti rappresentativi del territorio, considerando il numero dei ricci, lo stato sanitario delle piante, la presenza di parassiti e il riempimento dei frutti.
Il confronto con il 2025, quando la produzione provinciale era scesa a circa 64 mila tonnellate, evidenzia un recupero molto marcato. Il raffronto risulta particolarmente accentuato perché Ordu è stata una delle province maggiormente colpite dalle gelate dell'aprile 2025, che avevano compromesso in misura rilevante il raccolto.
Le quotazioni hanno già iniziato a correggere
L'aspettativa di una maggiore disponibilità di prodotto sta già influenzando il mercato internazionale. Secondo i dati Expana, la quotazione FOB Turchia delle nocciole Levant 11/13 si attestava l'11 giugno intorno a 910 dollari per 100 kg, in diminuzione dell'11% nell'arco di quattro settimane e del 17% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il confronto risulta ancora più evidente rispetto al picco registrato nell'ottobre 2025, quando la stessa quotazione aveva superato 1.790 dollari per 100 kg.
Alla diminuzione delle esportazioni turche ha contribuito sia la minore disponibilità di prodotto nella campagna 2025/26 sia un atteggiamento prudente degli operatori industriali negli acquisti. Secondo la Black Sea Exporters Association, tra il 1° settembre 2025 e il 31 maggio 2026 la Turchia ha esportato circa 150.600 tonnellate di nocciole, contro 260.143 tonnellate nello stesso periodo della campagna precedente e circa 240 mila tonnellate nel 2023/24.
Ankara fissa il prezzo di intervento TMO
Un elemento importante per il mercato è arrivato il 6 agosto, quando il Ministero turco dell'Agricoltura ha comunicato i prezzi di acquisto del Toprak Mahsulleri Ofisi (TMO) per la campagna 2026/27. Sulla base di una resa del 50% in sgusciato sano, il prezzo di intervento è stato fissato a 255 lire turche/kg per la qualità Giresun e 250 lire turche/kg per la qualità Levant. Per i lotti con resa superiore al 50% è prevista una maggiorazione di 5,10 lire/kg per ogni punto percentuale aggiuntivo nel caso della qualità Giresun e di 5 lire/kg per la qualità Levant.
Gli acquisti pubblici inizieranno il 24 agosto, mentre dal 17 agosto i produttori potranno prenotare la consegna attraverso il sistema TMO o la piattaforma e-Devlet. Il prezzo fissato dal TMO rappresenta un prezzo di intervento pubblico e non coincide necessariamente con il prezzo di mercato. Costituisce tuttavia un importante riferimento per la commercializzazione e per la stabilizzazione del reddito dei produttori.
Anche l'Italia guarda con attenzione alla nuova campagna
In Italia il quadro produttivo presenta situazioni differenziate tra i principali areali corilicoli e sarà definito con maggiore precisione solo nelle prossime settimane, quando la raccolta entrerà nel vivo.
In Piemonte, che concentra circa un terzo della produzione nazionale di nocciole, la raccolta dovrebbe iniziare con un anticipo di circa una settimana rispetto allo scorso anno. Le favorevoli prospettive emerse durante la primavera sono state tuttavia ridimensionate dall'andamento climatico delle ultime settimane. Le elevate temperature, la persistente carenza di precipitazioni, gli attacchi della cimice asiatica e, localmente, gli eventi grandinigeni hanno determinato situazioni di stress vegetativo e fenomeni di cascola, con effetti differenziati a seconda delle aree produttive e della disponibilità idrica. Secondo le valutazioni diffuse da Confagricoltura Piemonte, la campagna 2026 dovrebbe comunque risultare migliore rispetto al difficile 2025, fortemente compromesso dalle gelate primaverili, pur senza raggiungere le aspettative formulate al termine della fioritura. L'entità della produzione e la qualità del raccolto saranno strettamente legate all'evoluzione meteorologica delle prossime settimane e alle rese effettive in fase di raccolta.
Sul piano fitosanitario prosegue inoltre il monitoraggio della cimice asiatica (Halyomorpha halys) nelle principali regioni corilicole. In Campania il Servizio fitosanitario regionale mantiene attiva una rete di monitoraggio dedicata, mentre nel Lazio continua il programma di controllo biologico attraverso i lanci della vespa samurai (Trissolcus japonicus), oggi uno dei principali strumenti di contenimento naturale del fitofago.
Le prossime settimane saranno decisive
Il quadro di mercato all'inizio di agosto è profondamente diverso rispetto alla campagna precedente. Se il raccolto turco dovesse effettivamente avvicinarsi alle 800 mila tonnellate, l'offerta mondiale tornerebbe su livelli particolarmente elevati. Anche un raccolto più vicino alla stima ministeriale di 704 mila tonnellate rappresenterebbe comunque un recupero molto consistente.
Per l'industria europea della trasformazione - cioccolateria, creme spalmabili, pasticceria e prodotti da forno - una maggiore disponibilità di materia prima potrebbe contribuire ad attenuare la situazione di ridotta disponibilità che ha caratterizzato il mercato dopo le difficoltà produttive del 2025.
Per i produttori italiani lo scenario appare più articolato. Un raccolto migliore rispetto al 2025 rappresenterebbe un ritorno a condizioni produttive più favorevoli; allo stesso tempo, a parità di domanda dell'industria di trasformazione, l'aumento dell'offerta turca potrebbe esercitare una pressione ribassista sulle quotazioni. La variabile decisiva resterà il rapporto tra quantità effettivamente raccolte, qualità del prodotto e resa allo sgusciato. Le differenze ancora esistenti tra le stime formulate dal Ministero turco, dalla KIB e dall'INC dimostrano infatti che il mercato non dispone ancora di dati definitivi. Solo l'avanzamento della raccolta consentirà di verificare quale sarà la reale consistenza del raccolto turco.
Tra la seconda metà di agosto e il mese di settembre emergerà quindi un quadro più preciso della produzione sia in Turchia sia in Italia. Da questi due elementi dipenderanno in larga misura gli equilibri del mercato europeo delle nocciole nella campagna 2026/27.