CANTINA ITALIA, A LUGLIO LE GIACENZE DI VINO SCENDONO A 42,6 MILIONI DI ETTOLITRI: -8,6% SUL MESE, +6,9% SUL 2025

Il nuovo report ICQRF fotografa la situazione al 31 luglio 2026: le scorte diminuiscono di 4 milioni di ettolitri rispetto a giugno, ma restano superiori allo stesso mese del 2025. Prosecco sempre primo tra le denominazioni, Nord Italia baricentro delle giacenze.

 

Le cantine italiane continuano ad alleggerirsi. Il nuovo report “Cantina Italia” pubblicato dall’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari), relativo al 31 luglio 2026, aggiorna il quadro delle giacenze di vino, mosti e vino nuovo ancora in fermentazione detenute negli stabilimenti enologici nazionali obbligati alla tenuta del Registro telematico vini.

 

Il dato di luglio: -8,6% sul mese, +6,9% sul 2025

 

Al 31 luglio 2026 le giacenze di vino si attestano a 42,6 milioni di ettolitri. Il confronto con la rilevazione precedente, quella al 30 giugno già pubblicata su queste pagine, evidenzia un calo dell’8,6%, pari a circa 4 milioni di ettolitri, nel quadro della riduzione stagionale delle scorte che precede la nuova vendemmia. Il raffronto con lo stesso mese dello scorso anno mostra tuttavia giacenze ancora superiori del 6,9%, pari a 2.729.594 ettolitri in più. Il differenziale resta sostanzialmente in linea con quello osservato a giugno, quando le scorte risultavano superiori del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

 

DOP e IGP: oltre l’81% del vino in giacenza

 

Rispetto a giugno le DOP passano dal 54,8% al 55,4% del totale, mentre le IGP scendono dal 26,1% al 25,8%. I vini varietali restano all’1,7%, mentre i vini da tavola e gli altri vini passano dal 17,4% al 17,1%. La concentrazione delle giacenze a Indicazione Geografica resta molto elevata: le prime 20 denominazioni sulle 523 registrate rappresentano il 57,6% delle giacenze complessive dei vini a IG, contro il 57,9% di giugno. Il Prosecco conferma la prima posizione, con 3,24 milioni di ettolitri in giacenza, in diminuzione rispetto ai 3,84 milioni di giugno. Seguono Toscano/Toscana con 1,53 milioni di ettolitri, Puglia con 1,53 milioni, Chianti con 1,23 milioni e Montepulciano d’Abruzzo con 1,13 milioni.

 

Il Nord resta il baricentro delle giacenze

 

La distribuzione territoriale cambia poco rispetto a giugno. Il Nord detiene il 55,9% del vino presente negli stabilimenti italiani, contro il 56,1% del mese precedente. Il Veneto resta nettamente la prima regione con il 24,2% delle giacenze nazionali, pari a circa 10,28 milioni di ettolitri. Un ruolo determinante è svolto dalle province di Treviso e Verona: la prima concentra il 10% del vino italiano e la seconda l’8,9%. Insieme raggiungono quindi il 18,9% delle giacenze nazionali, poco meno di un quinto del totale. Alle spalle del Veneto si collocano Toscana, con il 12,7% delle scorte, Puglia con il 10,1% ed Emilia-Romagna con il 9,4%.

 

Mosti in calo sul mese, ma superiori del 31,5% al 2025

 

Più accentuata la riduzione mensile dei mosti. Al 31 luglio le giacenze ammontano a 3,06 milioni di ettolitri, contro 3,70 milioni a fine giugno: una flessione del 17,4%. Il confronto su base annua presenta però una dinamica opposta. Rispetto ai 2,33 milioni di ettolitri presenti nelle cantine al 31 luglio 2025, le giacenze aumentano del 31,5%. La distribuzione territoriale è fortemente concentrata. Puglia, Emilia-Romagna e Piemonte detengono insieme il 66,9% dei mosti italiani, con quote rispettivamente del 29,9%, 20,9% e 16,1%.

 

Vino nuovo ancora in fermentazione a 42 mila ettolitri

 

Prosegue anche la riduzione dei vini nuovi ancora in fermentazione (VNAIF), scesi dai 55.570 ettolitri di giugno a 42.027 ettolitri a fine luglio, con una contrazione del 24,4%. In questo caso il segno è negativo anche nel confronto tendenziale: rispetto ai 58.747 ettolitri del 31 luglio 2025, il calo raggiunge il 28,5%. Il 75,7% dei VNAIF presenti negli stabilimenti italiani è localizzato nelle regioni settentrionali.

 

Verso la vendemmia con scorte superiori al 2025

 

Il quadro di luglio conferma la progressiva riduzione delle giacenze in avvicinamento alla vendemmia 2026. Il dato da seguire nelle prossime rilevazioni resta però il confronto con lo scorso anno: nonostante il calo di 4 milioni di ettolitri registrato nell’ultimo mese, nelle cantine italiane è presente il 6,9% di vino in più rispetto al 31 luglio 2025. La consistenza delle scorte alla vigilia della nuova campagna assume quindi particolare rilievo per gli operatori della filiera. L’evoluzione dei prossimi mesi, insieme all’andamento della vendemmia, delle commercializzazioni e delle esportazioni, consentirà di valutare con maggiore precisione l’equilibrio tra disponibilità di prodotto e capacità di assorbimento del mercato.