SPECIALE BIOGAS E BIOMETANO - AGRIBIOGAS 2026: A CARAMAGNA PIEMONTE LA CONVENTION DEL BIOGAS AGRICOLO
C'è un appuntamento che ogni anno raduna gli agricoltori italiani che producono biogas e biometano agricolo, e quest'anno ha superato ogni record: oltre 800 partecipanti al Lago dei Salici di Caramagna Piemonte, in provincia di Cuneo, per AgriBiogas 2026, l'evento organizzato dal CMA - Consorzio Monviso Agroenergia. È stata una due giorni di visite aziendali, conclusa con un momento tecnico e due panel tematici, costruita attorno alle domande concrete degli operatori: quando arriva il nuovo decreto biometano? Che cosa succede agli impianti non riconvertibili? Come cambiano i costi di connessione alla rete gas? Le risposte e le riflessioni le hanno portate il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, il GSE, Italgas, e i presidenti delle principali organizzazioni agricole.
La fotografia del settore: 754 impianti da riconvertire entro il 2030
Dopo l’introduzione del presidente del CMA Sebastiano Villosio e gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, in videocollegamento, del vicepresidente della Commissione Agricoltura del Senato Giorgio Maria Bergesio e del presidente della Camera di Commercio di Cuneo Luca Crosetto, l’agronomo Andrea Chiabrando, direttore tecnico del Consorzio Monviso Agroenergia, ha presentato un'analisi puntuale dello stato del settore. Al 30 aprile 2026 il parco biogas elettrico italiano conta 1.630 impianti per 831 MWe installati. Di questi, ben 754 impianti, per una potenza di 681 MW, devono ancora avviare la riconversione a biometano entro il 2030: una sfida che Chiabrando ha definito "epica", possibile ma solo a determinate condizioni.
Sul fronte del PNRR biometano, i progressi ci sono ma il passo è ancora insufficiente rispetto ai tempi: 175 impianti attivi ad aprile 2026, con un avanzamento del 31,5% rispetto alla capacità produttiva attesa al giugno 2028. Più di 360 cantieri sono stati avviati (il 68% delle assegnazioni al netto delle rinunce) e il 10% della capacità è già in esercizio. Ma l'effetto collaterale è già visibile: la concentrazione temporale degli interventi ha generato un "effetto cumulo" che ha spinto verso l'alto i costi di installazione, con conseguenze sull'intera filiera.
Il messaggio di Chiabrando al legislatore è preciso: il prossimo Decreto Biometano post-PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dovrà avere un orizzonte di almeno cinque anni, garantire sostenibilità economica senza contributo in conto capitale, prevedere tempi adeguati per evitare nuovi rincari da effetto cumulo e risolvere i problemi introdotti dal Decreto Legislativo 190/2024 nei percorsi autorizzativi. Per i nuovi impianti di taglia aziendale tra 100 e 300 kWe, le tariffe FER2 (Fonti Energetiche Rinnovabili 2) di 226 €/MWh, cristallizzate dal 2012, non coprono più i costi di produzione in fase di ammortamento. Altre scadenze urgenti: l'obbligo di riduzione dell'80% dei GHG (Greenhouse Gases, gas a effetto serra) entro fine luglio 2026 e i nuovi obblighi di copertura vasche per circa 1.200 impianti introdotti dal recepimento della RED3 (Direttiva europea sulle Energie Rinnovabili, terza revisione).
Chiabrando ha chiuso il suo intervento sostenendo che "il biogas elettrico è ancora il 95% del settore installato. Va gestito correttamente e accompagnato, al servizio delle aziende agricole. Attendiamo il nuovo Decreto Biometano e siamo pronti a partire. Accettiamo la sfida e guardiamo al futuro con ottimismo".
Il Ministero: equilibrio e nessuno lasciato indietro
Giovanni Perrella, dirigente del MASE, ha risposto con un impegno esplicito. L'obiettivo nazionale di 5,7 miliardi di metri cubi di biometano al 2030, fissato dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima), rimane confermato e il Ministero sta già lavorando alla struttura del decreto successivo al PNRR, puntando a un orizzonte quinquennale che consenta una crescita equilibrata del settore senza distorsioni da effetto cumulo. La visione si proietta già al 2040, con un ragionamento avviato in sede europea.
Il nuovo quadro dovrà bilanciare tre livelli di sostenibilità: ambientale - garantendo la certificazione GHG e la qualità dell'aria - economica dei produttori - assicurando remunerazioni adeguate alla complessità gestionale degli impianti - e sistemica, ovvero compatibile con il bilancio dello Stato. Per chi si trova in oggettiva impossibilità di riconversione per ragioni tecniche o geografiche, Perrella ha ribadito che soluzioni verranno trovate: "Nessuno verrà lasciato indietro."
Il GSE: atti d'obbligo, scadenze e nuovo bando l'8 giugno
Federico Mandolini, del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ha fatto il punto sull'avanzamento operativo della misura PNRR biometano. Su 548 progetti ammessi, circa 400 hanno comunicato l'avvio dei lavori e circa 60 sono già realizzati. La misura è stata trasformata in "facility", con un'estensione di circa 24 mesi dei tempi di completamento. Il GSE ha già inviato il primo pacchetto di atti di concessione per 376 progetti - dopo i controlli antimafia, doppio finanziamento e conflitti d'interesse - con altri invii previsti entro fine maggio e nei primi giorni di giugno. L'appello agli operatori è diretto: restituire subito l'atto d'obbligo controfirmato, senza aspettare le scadenze, per non rischiare la perdita delle risorse europee. Mandolini ha anche annunciato l'apertura l'8 giugno di un nuovo bando per impianti di piccola taglia, rivolto anche ai piccoli allevamenti, e ha anticipato per prima dell'estate un meccanismo di incentivi dedicato all'idrogeno.
La politica e le organizzazioni agricole: stabilità, digestato e difesa dell'imprenditore agricolo
Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha parlato con la voce di chi conosce il territorio e le sue aziende agricole. Il principio è semplice quanto irrinunciabile: quando un imprenditore fa un investimento con la promessa di un quadro normativo stabile, quello stesso quadro non può essere modificato mentre il mutuo è ancora in corso. Con il 60% degli impianti stimato non riconvertibile per ragioni tecniche, togliere gli incentivi significa far fallire centinaia di aziende che dipendono da quei ricavi per la propria sopravvivenza economica.
Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, intervento in videocollegamento, ha posto l'accento sul ruolo sempre più strategico dell'agricoltura nell'approvvigionamento energetico nazionale ed europeo. Ha accolto con favore l'apertura della Commissione Europea sul digestato - al centro del piano fertilizzanti presentato in quei giorni dalla Presidente von der Leyen - sottolineando come questo riconoscimento sia il frutto di anni di lavoro comune di tutte le organizzazioni agricole italiane.
Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha tracciato un confine netto: gli impianti devono restare in mano agli imprenditori agricoli. L'ingresso di fondi speculativi nel settore non crea opportunità, crea distorsioni. Ha ribadito la battaglia per il riconoscimento europeo del digestato come fertilizzante - già avviata con successo al tempo del governo Draghi a livello nazionale - quale priorità assoluta in un momento in cui l'urea ha raggiunto prezzi troppo elevati per gli agricoltori e la FAO lancia allarmi sulla sicurezza alimentare globale.
Italgas: le reti ci sono, e ora i costi di connessione scendono del 70%
Valeria Vignolo di Italgas - primo distributore di gas in Europa con 156.000 km di rete - ha portato una notizia accolta con favore. La Legge di Bilancio 199/2025 e la Delibera ARERA 67/2026 hanno riscritto le regole delle connessioni: i gestori di rete sono ora obbligati ad allacciare gli impianti di biometano e il 70% dei costi di connessione è a loro carico, il 100% per compressione e misura. In un esempio reale presentato in sala, il costo totale per il produttore scende da circa 800.000 a circa 210.000 euro: un risparmio del 70% che cambia radicalmente la fattibilità delle riconversioni. Italgas ha già realizzato tre cabine biREMI bidirezionali - strumento chiave per superare i limiti di assorbimento delle reti nelle aree a basso consumo stagionale - e ne ha altre due in costruzione entro il 2027.
Una giornata che ha indicato una rotta
AgriBiogas 2026 ha offerto qualcosa di positivo e concreto: risposte, non solo domande. Un settore che conta oltre 1.600 impianti, decine di migliaia di posti di lavoro e un ruolo strategico nella transizione energetica del Paese ha mostrato maturità e capacità di dialogo con le istituzioni. La sfida della riconversione entro il 2030 è reale e impegnativa. Ma la direzione, almeno, è più chiara.
GLI INTERVENTI DEI RELATORI
AgriBiogas 2026 è stata una giornata ricca di voci e prospettive. Di seguito la sintesi degli interventi dei relatori che hanno affrontato gli aspetti tecnici, dalle reti di distribuzione alla ricerca universitaria, dalla politica energetica europea alle esperienze dirette degli agricoltori.
Federico Mandolini, GSE (Gestore dei Servizi Energetici) - PNRR Biometano, atti d'obbligo e nuovi incentivi
Federico Mandolini ha offerto un aggiornamento operativo puntuale sullo stato di avanzamento della misura PNRR biometano (BM 2022), trasformata in "facility" con estensione di circa 24 mesi dei tempi di completamento.
Stato avanzamento progetti: su 548 progetti ammessi, circa 400 hanno comunicato l'avvio lavori; circa 60 già realizzati. La pressione su sviluppatori e aziende resterà elevata: anche raggiungendo l'obiettivo entro dicembre, restano poco più di 12 mesi per completare gli altri progetti.
Atti di concessione e atti d'obbligo: inviato il primo pacchetto di atti di concessione per 376 progetti (su 548), dopo i controlli antimafia, doppio finanziamento e conflitti d'interesse. Ulteriori invii previsti entro fine maggio e nei primi giorni di giugno. La restituzione dell'atto d'obbligo controfirmato è condizione indispensabile per la rendicontazione alla Commissione Europea: la mancata restituzione comporta la perdita delle risorse. Il GSE ha chiesto di non aspettare le scadenze. La trasformazione in "facility" ha richiesto allineamenti normativi negli atti: possibili re-invii anche a chi li aveva già ricevuti.
Misura Pratiche Ecologiche: graduatoria attesa entro fine maggio/inizio giugno (ritardata per cambio normativo). Considerando i 30 giorni per la firma, si andrà oltre il 30 giugno: indispensabile la restituzione immediata degli atti d'obbligo per rispettare le scadenze PNRR.
Nuovo bando l’8 giugno prossimo: apertura di un nuovo bando per impianti di piccola taglia, rivolto anche ai piccoli allevamenti, per stabilizzare il reddito nonostante la complessità gestionale dei piccoli impianti. Atteso il completamento di oltre 220 impianti nel 2026.
Incentivi per l'idrogeno: atteso prima dell'estate un meccanismo di incentivi basato sulla tariffa di produzione della molecola di idrogeno.
Messaggio chiave: il settore è strategico, i tempi sono stretti, la priorità immediata è sottoscrivere e restituire gli atti d'obbligo per garantire il target e la copertura finanziaria europea.
Valeria Vignolo, Italgas - Reti di distribuzione del gas e integrazione del biometano al 2030
Italgas è il principale distributore di gas in Europa: 156.000 km di rete, 4.338 concessioni in gestione, circa 12,9 milioni di punti di riconsegna, 6.400 dipendenti. Valeria Vignolo ha inquadrato il proprio intervento attorno al "trilemma energetico": sicurezza di fornitura, transizione ecologica e competitività dei costi. La rete gas, ha spiegato, è la risposta flessibile a questo trilemma perché consente di distribuire molecole verdi programmabili e stoccabili, superando l'intermittenza di sole e vento.
Questi i numeri chiave sulle connessioni biometano (dati al 30/04/2026): 116 preventivi emessi, 51 accettati dai produttori, 26 connessioni completate, 14 già attivate. La distribuzione geografica è concentrata al nord, con forte presenza in Lombardia ed Emilia-Romagna.
La svolta regolatoria: la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025 (recepita dalla Delibera ARERA 67/2026 del 10 marzo 2026) ha riscritto le regole sancendo: diritto di iniezione per i produttori di biometano; realizzazione a carico della rete degli interventi di potenziamento necessari; socializzazione dei costi di connessione (70% a carico del gestore, 30% al produttore; 100% di compressione e misura a carico del gestore). In un esempio concreto con impianto a 1 km dalla rete, produzione 500 Smc/h (metri cubi standard all’ora), costo totale connessione circa 1 milione di euro: fino al 2025 il produttore pagava 800.000 euro, dal 2026 paga circa 210.000 euro (-70%).
Cabine biREMI: rappresentano la soluzione tecnica per superare i limiti di accettabilità delle reti di distribuzione nelle aree a basso consumo (es. piccoli centri). Le cabine biREMI comprimono il gas dalla rete di bassa/media pressione verso la rete di trasporto, disaccoppiando produzione e consumo. Italgas ha già realizzato 3 impianti nell'ambito della sperimentazione ARERA 404 (Ostiglia-Gazzo Veronese 1.500 Smc/h, Manduria-Avetrana 800 Smc/h, Terranova dei Passerini 500 Smc/h) e ne ha altri 2 in costruzione entro il 2027 (Poggio Rusco e Ostellato, entrambi 500 Smc/h).
Prospettiva al 2030-2050: la produzione di biometano in rete mostra un CAGR (tasso di crescita annuo composto) del 50% negli ultimi anni e punta ai 5 miliardi di Smc del PNIEC al 2030 (obiettivo europeo REPowerEU: 35 miliardi). Italgas sta anche sviluppando infrastrutture per il blending di idrogeno e ha un impianto Power-to-Gas operativo con produzione potenziale di circa 70 t/anno.
Elio Di Nuccio, Disafa Università degli Studi di Torino - Digestione anaerobica e sostenibilità agricola
Elio Di Nuccio, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA), ha illustrato il contributo della ricerca accademica alle sfide di sostenibilità ambientale degli impianti di digestione anaerobica.
Il digestato come risorsa: la digestione anaerobica non è solo produzione di energia ma chiusura del ciclo dei nutrienti. Il digestato contiene elementi organici e minerali in forma più disponibile per le piante, offre maggiore efficienza nell'uso dell'azoto rispetto al liquame non digerito, rappresenta un'alternativa sostenibile ai fertilizzanti chimici e può essere combinato con pratiche di irrigazione (fertirrigazione) per un uso ancora più efficiente.
Caso studio 1 — Cooperativa Speranza, Candiolo (Torino): impianto di biogas con upgrading criogenico a BIO-LNG per camion pesanti e trasporto a lungo raggio, valorizzazione della CO2 per usi industriali e alimentari, recupero del calore di scarto per teleriscaldamento invernale e teleraffreddamento estivo (tramite assorbitore), corretta gestione del digestato e rotazioni colturali ottimizzate. Risultato: riduzione emissioni di 2,84 kg CO2eq per kg di CH4 del biogas, il valore più performante tra i casi studiati.
Caso studio 2 — Biogas Wipptal, Alta Valle Isarco (Bolzano): contesto di intensa attività zootecnica da latte con alto volume di liquame e sfida di compliance con la Direttiva Nitrati (75 aziende, 63.000 t di liquame). Impianto da 1 MW con upgrading a biometano, post-trattamento del digestato (compost, biofertilizzanti, struvite, biostimolanti). Risultati: riduzione del 40% del carico di nutrienti, evitate 2.000 t CO2eq, abbattimento di circa il 95% delle emissioni di gas serra e del 60% delle emissioni di odori e NH3, riduzione di circa 37 t/anno di emissioni di PM2,5-10.
Soluzioni per la copertura delle vasche di stoccaggio:
- Sistemi fissi (tenuta stagna): circa il 100% di abbattimento delle emissioni, evitano la diluizione dei liquami. Anche le platee del digestato solido separato devono essere coperte.
- Sistemi flottanti naturali (es. Leca®): riduzione 60-75% delle emissioni.
- Sistemi flottanti sintetici (Exa Cover®, tappetini antiodore, teli flessibili): riduzione 80-90% delle emissioni.
Additivi per la riduzione delle emissioni: additivi chimici, adsorbenti e biologico-enzimatici mostrano potenziale efficacia e facilità d'uso, ma i dati sperimentali sono ancora limitati. Necessarie validazioni in condizioni reali e variabili.
Utilizzo agronomico intelligente del digestato:
1. Agricoltura di Precisione: ottimizzazione basata su telerilevamento, mappe e sensori.
2. Fertirrigazione Avanzata: integrazione satellitare e sensori.
3. Distribuzione a Bassa Emissione: riduzione di oltre il 90% delle perdite di ammoniaca.
Gestione in fase di spandimento (progetto LIFE CLINMED-FARM): incorporazione del liquame nel suolo, distribuzione in banda, acidificazione con H2SO4 (sperimentata all'Azienda Cavaglià di Orbassano, in provincia di Torino: riduzione delle emissioni di NH3 da 0,57 a 0,20 g/m2 alla dose massima), inibitori della nitrificazione (Nitrapirina, DCD, DMPP).
Marta Gandiglio, Politecnico di Torino - Ruolo del biogas nella transizione energetica
Marta Gandiglio, ricercatrice del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino, ha offerto una lettura tecnico-sistemica del ruolo del biogas (sia elettrico, sia biometano) nel sistema energetico italiano.
Il biogas elettrico oggi e domani: attualmente gli impianti termici a gas funzionano in continuo perché vanno a sostituire molecole fossili. In una settimana di agosto 2025 (dati Terna elaborati dal PoliTo), anche con fotovoltaico al massimo, gli impianti termici erano sempre attivi. Nel futuro, con la crescita delle rinnovabili variabili, il biogas potrà passare da "carico di base" a fornitore di servizi di flessibilità alla rete (modulazione di potenza, inerzia sincrona, riserva di regolazione primaria e secondaria).
Il biometano in rete: attualmente il gas naturale in Italia è consumato principalmente da industria, uso domestico, commercio/servizi e generazione elettrica/calore. È importante che il biometano, risorsa limitata, venga indirizzato verso usi difficili da elettrificare (settori difficili da decarbonizzare) e non disperso in usi che hanno già alternative rinnovabili efficienti (es. riscaldamento domestico sostituibile con pompe di calore). Fondamentale valorizzare economicamente le Garanzie di Origine del biometano.
Analisi economica per diverse taglie e tecnologie (VAN – valore attuale netto - a 15 anni, scenari incentivi 2024-25):
- Impianti da 100 kWe: la produzione di biometano non era conveniente con incentivi 2024-25 (VAN negativo per biometano a 3 km/54 bar); le celle a combustibile SOFC (Cella a Combustibile ad Ossidi Solidi, dall'inglese Solid Oxide Fuel Cell) mostrano VAN molto superiore al motore MCI (motore a combustione interna), anche per l'elettrico.
- Impianti da 300 kWe: VAN negativo per biometano a distanza/pressione elevata; positivo in condizioni favorevoli.
- Impianti da 999 kWe: il biometano a 1 km/24 bar diventa fortemente conveniente (VAN 200-250% rispetto al riferimento elettrico+MCI); le SOFC sono più efficienti ma costano di più.
Conclusioni: il biogas è risorsa rinnovabile (riduce fossili), controllabile (flessibilità alla rete), limitata (da usare dove non ci sono alternative), distribuita (favorire utilizzo locale e attenzione alla filiera). Non esiste una scelta universalmente migliore tra biogas elettrico e biometano: la scelta dipende dal valore che la risorsa genera nel sistema elettrico o gas con cui interagisce.
Donato Rotundo, Confagricoltura - Decreto Energetico, Biomasse e PNRR
Donato Rotundo, direttore dell’Area Ambiente di Confagricoltura, ha offerto una prospettiva di policy dal punto di vista dell’organizzazione degli imprenditori agricoli. Ha ricordato che la comunicazione della Commissione Europea sull'accelerazione per la resilienza energetica identifica per la prima volta l’ azienda agricola quale soggetto fondamentale nel sistema energetico. Ha citato anche la raccomandazione della Commissione sul "green gas" (fine aprile 2026) che sottolinea la necessità di proseguire gli investimenti e migliorare l'efficienza energetica.
Ha evidenziato che il biogas produce circa il 6% dell'energia elettrica rinnovabile italiana: un dato che impone risposte chiare nel prossimo quadro incentivante. Ha rilanciato la necessità di dare continuità agli impianti che non potranno riconvertirsi, di inserirli nei sistemi di supporto post-incentivo e di ricollegarli alla nuova Programmazione Agricola Comune.
Sul decreto post-PNRR ha suggerito di prevedere una scadenza ampia (almeno fino al 2032), di dare vantaggio alle imprese agricole nella realizzazione dei nuovi impianti, e di valutare l'esclusione dell'onere del contributo dell'1,4% ai Comuni per chi effettua la riconversione.
Luigi Ricaldone, agricoltore e membro del CdA Consorzio Monviso Agroenergia - Biometano in trappola senza allacci "bancabile" e stabilità regolatoria
Luigi Ricaldone ha portato la voce concreta di un imprenditore agricolo che nel 2012 ha costruito un impianto a biogas con altri soci e successivamente ne ha acquistati altri due da soggetti non agricoli che non riuscivano a farli funzionare. Ha lanciato un allarme: il fenomeno di impianti ceduti da operatori non agricoli a prezzi stracciati sta riprendendo quota, con rischi per il tessuto produttivo.
Il suo intervento si è concentrato sul problema degli allacci alla rete gas. Al momento dell'uscita del decreto biometano 2022 aveva chiesto preventivi per tutti e tre gli impianti: due reti locali si erano dichiarate non interessate (anche un impianto in mezzo a una zona logistica retroportuale di Genova); per un terzo impianto era stato preventivato un attraversamento del fiume Tanaro più 4 km di collegamento, con costi insostenibili rispetto al piano economico del mutuo.
Ha espresso soddisfazione per le nuove regole di connessione ma ha posto una domanda diretta al sistema: se il biometano viene incentivato e poi immesso in rete, e il 50% di quella molecola tornerà a fare energia elettrica (com'è nella realtà del mix di utilizzi), qual è il vantaggio rispetto al continuare a produrre elettricità direttamente? Ha anche sollevato il tema del costo della bolletta del metano (circa il doppio di quella elettrica) quale rischio sistemico futuro sugli incentivi.
Claudia Porchietto, sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte - Neutralità tecnologica, biogas e semplificazione regolatoria
Claudia Porchietto ha inquadrato la questione biogas/biometano nel contesto della battaglia europea per la neutralità tecnologica, che il centrodestra europeo sta conducendo con crescente successo dopo l'esperienza della crisi automotive. Ha sottolineato come l'approccio ideologico al Green Deal, che imponeva obblighi invece di creare incentivi, stia progressivamente cedendo il passo a un approccio più pragmatico.
Ha ribadito la necessità di snellire, semplificare e sburocratizzare le procedure, lanciando la proposta di istituire un tavolo tecnico con il GSE per accelerare i processi e ridurre le incertezze burocratiche che scoraggiano gli investitori. Si è detta più ottimista rispetto al passato sull'evoluzione del quadro europeo, pur riconoscendo che i progressi sono ancora troppo lenti. Ha concluso sottolineando la necessità di "contemperare sostenibilità ambientale con sostenibilità economica e sociale", formula che ha definito il cuore dell'azione politica di questa fase.
Raffaele Nevi, componente della Commissione Agricoltura del Senato, portavoce di Forza Italia e responsabile del dipartimento agricoltura del suo partito - Energia rinnovabile, investimenti e tavolo tecnico
Raffaele Nevi ha portato il punto di vista del suo partito, sottolineando il carattere strategico degli impianti biogas per il futuro dell'agricoltura e della zootecnia italiana. Ha riconosciuto che il percorso del DL Bollette è partito male, ma che grazie a un fronte parlamentare trasversale si è riusciti a migliorarlo sensibilmente nel corso della discussione, anche se non abbastanza.
Ha condiviso la lettura di Chiabrando e del presidente della Regione Piemonte Cirio sulla necessità di dare agli imprenditori strumenti per investire nel medio-lungo periodo con certezza normativa. Ha proposto concretamente di istituire un tavolo tecnico con il GSE e il Consorzio Monviso Agroenergia per affrontare i problemi burocratici che rallentano le procedure e generano incertezza, con l'obiettivo di accelerare l'iter e mettere a reddito prima possibile gli investimenti. Ha insistito sul tema della zootecnia come intersezione naturale con il biogas agricolo.
Paola De Micheli, parlamentare PD - Agricoltura italiana, Green Deal UE e transizione ecologica
Paola De Micheli ha offerto una lettura di lungo periodo del rapporto tra agricoltura italiana ed Europa. Ha ricordato che il mondo agricolo è stato il primo a fare i conti con l'integrazione europea nella vita quotidiana - dai fondi PAC alla meccanizzazione, dalla qualità dei prodotti all'apertura dei mercati - e che oggi è chiamato a diventare la "dorsale della transizione energetica".
Sul DL Bollette ha usato parole nette: la prima stesura non è stato un eccesso di pragmatismo, è stato "un errore di visione, una distorsione ottica". Non si può pensare di abbassare il costo delle bollette tagliando incentivi a fonti rinnovabili programmabili e locali. Ha criticato il tentativo di "guidare con lo specchietto retrovisore" invece di guardare al futuro energetico del Paese.
Ha poi indicato due priorità: la stabilizzazione degli incentivi come condizione minima indispensabile per qualsiasi imprenditore; e la questione del digestato come fertilizzante. Su quest'ultimo punto ha invitato i colleghi di maggioranza a essere "molto determinati" al prossimo Consiglio Europeo, definendo il 2026 un "dentro o fuori": se si perde questa finestra, il digestato non troverà spazio normativo per anni. Ha portato l'impegno del suo gruppo parlamentare a sostenere la posizione italiana a Bruxelles.
Riccardo Molinari, capogruppo Lega alla Camera dei Deputati - Biogas, biometano e critica alla politica agricola europea
Riccardo Molinari ha affrontato due temi distinti ma connessi: il biogas quale modello di autonomia energetica territoriale, e la riforma della PAC come rischio esistenziale per l'agricoltura italiana.
Sul biogas ha ricordato come il DL Bollette contenesse norme che mettono fuori mercato il biogas non riconvertibile, frutto di una visione europea che vede nel biometano la naturale evoluzione di ogni impianto a biogas. Ha spiegato la contraddizione: l'upgrade a biometano è tecnicamente sensato, ma non è automatico né universalmente applicabile, specialmente per i piccoli impianti in aree remote o legate a economie circolari locali. Ha sottolineato il rischio che la conversione forzata faccia entrare nel settore grandi fondi e operatori energetici non agricoli, smantellando le filiere locali. Ha ricordato di essere stato primo firmatario di una serie di emendamenti - fino all'abrogazione totale del decalage - e di aver ottenuto solo parzialmente i risultati sperati. Ha citato il rischio di perdita di 65.000 posti di lavoro come parallelo con la crisi automotive da obbligo elettrico.
Sulla PAC ha lanciato un allarme: il nuovo modello di riforma in discussione assomiglia al modello PNRR (i fondi agricoli condizionati alle riforme nazionali), il che trasforma i sostegni da strumento strategico settoriale a leva di condizionamento politico. Ha chiesto a tutti di vigilare. Ha concluso ribadendo la necessità di neutralità tecnologica, difendendo anche il nucleare quale componente necessaria del mix energetico italiano per colmare il gap con Francia e Spagna.
Simona Caselli, presidente CRPA di Reggio Emilia, dirigente Legacoop e presidente Granlatte - Biogas e digestato nell'economia circolare
Simona Caselli ha portato la prospettiva del mondo cooperativo, che in Legacoop ha centinaia di cooperative con impianti biogas e biometano, alcune con migliaia di ettari in Italia. Ha sottolineato che per molte di queste realtà il biogas non è un'attività collaterale ma "un elemento fondamentale nell'ambito dell'equilibrio operativo e di bilancio".
Ha presentato il caso di Granlatte, che ha assunto un obiettivo di sostenibilità formale anni fa e ha avviato impianti di biometano da reflui: 10 impianti già costruiti o in costruzione, capaci di produrre 30 milioni di Smc, esattamente quanti ne consumano le fabbriche di Granlatte. Alcune di queste installazioni, però, non possono essere riconvertite, e ha chiesto esplicitamente che possano continuare a operare.
Sul digestato ha usato toni urgenti: con l'urea alle stelle e la FAO che parla di rischio carestia da settembre nei Paesi più deboli, il digestato è già disponibile in quantità e non si riesce a usarlo liberamente. Ha chiesto di essere decisi nelle prossime settimane, senza aspettare nuovi gruppi di lavoro. Ha chiuso ribadendo il tema delle aree interne, dove non c'è zootecnia ma ci sono scarti di potatura, biomasse residuali e terreni abbandonati che potrebbero essere valorizzati con la digestione anaerobica.
Stefano Rossotto, presidente Cia delle Alpi e vicepresidente Cia Piemonte e Valle d’Aosta - Digestato, fertilizzanti e aree interne
Stefano Rossotto ha sottolineato che la questione dei fertilizzanti è "seria quanto quella della produzione energetica". Il digestato esiste già, è disponibile, è efficace, eppure non è consentito usarlo liberamente. "È incredibile che non ce lo si lasci usare", ha detto.
Ha chiesto di cogliere l'attuale finestra di crisi geopolitica per insistere a livello europeo: riaprire la direttiva è tecnicamente impossibile nei tempi delle prossime semine, ma i movimenti straordinari in atto (guerra, sicurezza alimentare, dazi) creano le condizioni per un'azione normativa accelerata. "Non c'è un'altra questione, non bisogna girarci attorno. Mi aspetto di trovare tutti a spingere questa cosa."
Ha anche proposto di riconsiderare la valorizzazione delle aree interne - Appennino, aree montane, zone senza zootecnia - dove gli scarti di potatura e le biomasse residuali sono oggi classificate quali rifiuti e potrebbero invece diventare materia prima per la digestione anaerobica. Ha ribadito che l'agricoltura deve restare multifunzionale: produzione primaria, energia rinnovabile e presidio del territorio sono facce della stessa medaglia.
Paolo Demarchi, agricoltore e componente del CdA CMA - Chiusura panel: biogas elettrico aziendale e prospettive
Demarchi ha portato la voce dell'agricoltore che gestisce impianti da una quindicina d’anni, con alcuni già giunti alla fine del periodo incentivato DM 2008 e avviati alla fase PMG. Ha sottolineato come molti impianti di piccola taglia - sotto i 500 kWe - non possano convertirsi a biometano per ragioni di distanza dalla rete o di taglia insufficiente per sostenere i costi di upgrading.
Ha ricordato che il valore del biogas elettrico non è solo l'energia: è il calore recuperato per riscaldare abbeveratoi, sale di mungitura, abitazioni agricole; è l'economia circolare che parte dal liquame e torna al campo come digestato; è il ricambio generazionale reso possibile da un'azienda agricola che ha un'entrata aggiuntiva stabile. "Premiando il biogas elettrico si premia tutto quello che è l'azienda agricola".
Ha chiesto concretamente di uscire dalla fase di emergenza permanente, di avere una prospettiva normativa di medio periodo e di poter programmare gli investimenti. Ha ringraziato l'onorevole Molinari per gli emendamenti al DL Bollette e il senatore Bergesio per l'interrogazione sul credito 4.0 applicato agli impianti biogas. Ha concluso con ottimismo, auspicando che il lavoro congiunto tra politica, organizzazioni agricole e Consorzio Monviso produca risultati