INAUGURATO IL 241° ANNO ACCADEMICO DELL'ACCADEMIA DI AGRICOLTURA DI TORINO, OSPITE D'ONORE IL PRINCIPE ALBERTO II DI MONACO
La Galleria Grande della Reggia di Venaria Reale ha ieri la solenne cerimonia di inaugurazione del 241° anno accademico dell'Accademia di Agricoltura di Torino, istituzione fondata nel 1785 e tra le più antiche e prestigiose nel panorama scientifico e agrario italiano. Ospite d'onore della giornata Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco, al quale è stata conferita la nomina ad accademico onorario.
La scelta della Reggia di Venaria, capolavoro barocco del patrimonio Unesco e simbolo dell'identità sabauda e piemontese, quale cornice della cerimonia riflette il legame profondo dell'Accademia con il territorio e con quella tradizione di eccellenza che da 241 anni ne guida il cammino.
La cerimonia, aperta con i saluti delle autorità, ha visto avvicendarsi al podio alcune delle figure più rappresentative del mondo istituzionale, accademico e agricolo. A dare il benvenuto ai presenti è stato Michele Briamonte, presidente del Consorzio Residenze Reali Sabaude e padrone di casa in qualità di gestore della Reggia di Venaria, seguito dal professor Marco Devecchi, presidente dell'Accademia di Agricoltura di Torino, che ha tracciato un ampio bilancio delle attività svolte nell'anno accademico appena concluso e illustrato i programmi in cantiere. Tra queste spicca la celebrazione del bicentenario della nascita di Vittorio Amedeo III di Savoia, che istituì l’Accademia di Agricoltura di Torino, prevista il prossimo 26 giugno nella Palazzina di Caccia di Stupinigi. Tra gli altri interventi istituzionali, quelli del professor Andrea Schubert, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e, in videocollegamento, del ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
Momento di particolare rilievo è stato il conferimento di nuove nomine ad accademici onorari. Oltre al Principe Alberto II di Monaco hanno ricevuto il riconoscimento tre presidenti di altrettante istituzioni sorelle: il professor Giorgio Cantelli Forti, presidente onorario dell'Accademia Nazionale di Agricoltura di Bologna, che ha guidato l'istituzione per quattro mandati consecutivi dal 2014 al 2026; il professor Massimo Vincenzini, presidente dell'Accademia dei Georgofili di Firenze; e Flavio Barozzi, presidente della Società Agraria di Lombardia. L'accoglienza di queste personalità nella famiglia accademica torinese rafforza i legami tra le principali istituzioni agrarie italiane e sottolinea la vocazione al dialogo e alla collaborazione che da sempre contraddistingue l'Accademia di Torino.
Nella sua relazione il presidente Devecchi ha ricordato le principali adunanze svolte nel corso dell'anno su tematiche quanto mai attuali: dalla coltivazione in ambienti extra-terrestri all'impatto dei cambiamenti climatici sull'agricoltura, dalle prospettive della forestazione urbana alla centralità dell'acqua nei sistemi produttivi, fino all'apicoltura e al ruolo delle donne in agricoltura. L'anno ha visto l'Accademia protagonista anche fuori dalla propria sede istituzionale, con adunanze congiunte ad altre accademie torinesi, delle Scienze e di Medicina, una sessione alla Camera sul contrasto alla Popillia Japonica con gli istituti scolastici.
Il cuore scientifico della giornata è stata la lectio magistralis affidata alla professoressa Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell'Università di Torino e chimica di formazione, tra le principali esperte europee di strigolattoni, ormoni vegetali prodotti dalle radici delle piante che governano la comunicazione sotterranea tra piante e microrganismi del suolo. Con il titolo "La forza della simbiosi: dal dialogo molecolare alla cooperazione tra le nazioni", Prandi ha condotto la platea dalla rizosfera agricola alle grandi sfide della cooperazione scientifica internazionale, mostrando come il principio simbiotico - cooperazione, integrazione, co-evoluzione delle differenze - sia il modello che la natura offre alla scienza e alle istituzioni per affrontare le crisi del nostro tempo. Un intervento che ha saputo tenere insieme rigore molecolare e visione sistemica, biologia e governance, chimica verde e politica della conoscenza.
A seguire, la consegna dei diplomi ai nuovi soci, momento tradizionale che sancisce l'ingresso di nuove personalità nella comunità accademica torinese. In chiusura di mattinata il momento più atteso: la prolusione ufficiale del Principe Alberto II di Monaco, impegnato da anni in prima persona nella difesa dell'ambiente e degli oceani attraverso la sua Fondazione. In un discorso tenuto in italiano e in francese il Principe ha richiamato la storia stessa dell'Accademia quale specchio di un ideale ancora necessario e urgente, invocando un nuovo "patto illuminista" tra sapere, responsabilità e azione concreta di fronte alle crisi climatiche, all'inquinamento e alla perdita di biodiversità. La sua nomina ad accademico onorario dell'Accademia di Agricoltura di Torino rappresenta un segnale forte dell'ambizione internazionale dell'istituzione e della sua volontà di essere voce autorevole nel dibattito globale sulla sostenibilità.
Foto: Accademia di Agricoltura di Torino