IL PRINCIPE ALBERTO II DI MONACO ACCADEMICO DELL’AGRICOLTURA A TORINO: UN PATTO ILLUMINISTA PER SALVARE IL PIANETA

Scienza, responsabilità e azione. Sono le tre parole chiave che il Principe Alberto II di Monaco ha posto al centro del suo intervento ieri alla Reggia di Venaria, in occasione della cerimonia di inaugurazione del 241° anno accademico dell'Accademia di Agricoltura di Torino, istituzione che gli ha conferito la nomina ad accademico onorario. Un riconoscimento che il Principe ha accolto con visibile emozione, ringraziando per la fiducia riposta in lui da un'istituzione di tale rilievo storico e scientifico.

 

Con un discorso tenuto in parte in italiano e in parte in francese,  lingua in cui il Principe si è espresso con maggiore scioltezza e profondità,  Alberto II ha richiamato la storia stessa dell'Accademia quale specchio di un ideale ancora necessario. Sin dalla sua fondazione nel 1785, ha ricordato, l'Accademia ha perseguito un'ambizione essenziale: mobilitare i benefici della scienza per favorire un uso migliore delle risorse naturali, nutrire meglio gli esseri umani e contribuire al progresso collettivo. Un progetto nato dalle Lumières, dall'Illuminismo europeo, che il Principe ha rivendicato come modello ancora attualissimo.

 

Di fronte alla crisi ambientale, che il Principe ha descritto come una crisi multipla, che intreccia cambiamento climatico, inquinamento e perdita di biodiversità, Alberto II ha indicato nella scienza il solo strumento capace di orientare l'azione. Ma non una scienza autoreferenziale: una scienza rigorosa, aperta, capace di dialogare con la politica e con la società. In un tempo in cui, ha osservato con preoccupazione, il discorso pubblico vede troppo spesso affermarsi una messa in discussione del sapere scientifico e una forma di pessimismo morale, è urgente tornare a fidarsi della conoscenza e degli esperti con cui collabora da anni nell'ambito della sua Fondazione.

 

Il Principe ha poi toccato la grande sfida del secolo: conciliare la crescita economica con la preservazione del pianeta, nutrire una popolazione di otto-dieci miliardi di esseri umani senza distruggere la natura. Un obiettivo che non può essere raggiunto senza la scienza, ma che richiede anche responsabilità politica e azione concreta a tutti i livelli. Il suo impegno personale,  espresso attraverso la Fondazione Principe Alberto II di Monaco, attiva da anni su temi oceanografici, climatici e di biodiversità, rappresenta la declinazione pratica di questo "patto illuminista" tra sapere e potere.


Foto: Accademia di Agricoltura di Torino