IL RISO ITALIANO APPRODA AL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI: CIRIO CHIEDE UNA REVISIONE DELLA POLITICA COMMERCIALE UE
La crisi del comparto risicolo europeo è arrivata all’attenzione del Comitato europeo delle Regioni. Il 1° giugno la commissione per le Risorse Naturali (NAT) ha avviato l’esame del parere elaborato dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dedicato al futuro del settore risicolo nell’Unione europea. Si tratta di un passaggio istituzionale significativo. Sebbene i pareri del Comitato delle Regioni abbiano carattere consultivo, essi contribuiscono al dibattito politico e legislativo europeo, portando all’attenzione della Commissione europea, del Parlamento e del Consiglio le istanze provenienti dai territori.
Nel presentare il documento Cirio ha sottolineato il ruolo strategico della risicoltura europea, ricordando come l’Italia rappresenti il principale produttore di riso dell’Unione e come Piemonte e Lombardia costituiscano il cuore della filiera continentale. Secondo il presidente piemontese il comparto sta affrontando difficoltà riconducibili sia alla congiuntura agricola generale, sia agli effetti delle attuali politiche commerciali dell’Unione.
In particolare, Cirio ha espresso preoccupazione per le importazioni provenienti da Paesi terzi che operano con regole produttive, ambientali e sociali differenti rispetto a quelle imposte agli agricoltori europei. Per questo motivo ha chiesto all’Unione europea di rivedere gli strumenti commerciali che, a suo giudizio, determinano condizioni di concorrenza non equilibrate per i produttori comunitari.
Il confronto avviato in commissione NAT rappresenta il primo passaggio di un iter che proseguirà nei prossimi mesi all’interno del Comitato delle Regioni. L’eventuale approvazione del parere consentirebbe di trasmettere alle istituzioni europee una posizione ufficiale delle autonomie regionali sul futuro del comparto. Per il Piemonte la questione assume una rilevanza particolare. Insieme alla Lombardia, la regione concentra gran parte della produzione risicola nazionale e ospita un sistema economico, ambientale e paesaggistico strettamente legato alla coltivazione del riso. L’iniziativa promossa da Cirio punta quindi a inserire le esigenze della filiera risicola nel più ampio dibattito europeo sulla competitività dell’agricoltura, sulla reciprocità delle regole commerciali e sulla tutela delle produzioni strategiche dell’Unione.