GENERAZIONE TERRA: 256 DOMANDE E 115 MILIONI RICHIESTI, LE AREE INTERNE TRAINANO LA CORSA DEI GIOVANI AGRICOLTORI

Lo sportello di Generazione Terra si è chiuso il 19 giugno e i numeri indicano che la misura fondiaria gestita da ISMEA per conto del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha raccolto 256 domande, per un valore complessivo di richieste di finanziamento superiore ai 115 milioni di euro. L'edizione 2026 dispone di una dotazione complessiva di 120 milioni di euro, superiore agli 80 milioni della precedente edizione.


Un risultato che va letto in prospettiva. Dal 2011 ad oggi la misura ha realizzato 765 operazioni fondiarie per una superficie complessiva di 27.000 ettari e un valore delle transazioni pari a 483 milioni di euro. L'edizione 2026 si conferma così tra quelle con il maggior volume di richieste, con domande che si avvicinano all'intera dotazione disponibile già nella fase di presentazione.

Patto di riservato dominio in testa

La formula tecnica preferita dai richiedenti è quella del patto di riservato dominio. La parte più consistente delle richieste, pari a 96,4 milioni di euro, riguarda questa formula, che consente al giovane agricoltore di entrare subito nella disponibilità del terreno corrispondendo il prezzo in rate periodiche, con il trasferimento della proprietà al termine del pagamento secondo quanto previsto dal contratto. Le richieste di finanziamento tramite mutuo ipotecario ammontano invece a 18,6 milioni di euro.

Secondo ISMEA, si tratta dell'unico strumento fondiario in Europa basato sull'istituto del patto di riservato dominio: l'Istituto acquista i terreni e li assegna contestualmente ai giovani richiedenti, che rimborsano nel tempo. La netta preferenza per il PRD rispetto al mutuo ipotecario conferma che i giovani apprezzano la possibilità di accedere subito alla terra senza dover attendere il completamento del finanziamento.

La novità più significativa: le aree interne al 55%

Il dato più interessante dell'edizione 2026 riguarda la provenienza geografica delle domande. Dalle aree interne e montane sono pervenute complessivamente 141 richieste, pari a oltre il 55% del totale. Una quota che riflette sia la novità introdotta quest'anno - la riserva del 10% delle risorse destinata in via esclusiva a queste zone - sia una maggiore intensità del premio di primo insediamento per i richiedenti che vi operano.

Il dato assume particolare rilievo sotto il profilo territoriale. Il forte peso delle aree interne e montane suggerisce che la misura stia intercettando una domanda latente di presidio agricolo in territori spesso ai margini degli strumenti ordinari di credito fondiario. Secondo ISMEA, la misura si conferma uno strumento concreto per contrastare l'abbandono dei territori, favorire il presidio agricolo e contribuire alla tutela del paesaggio e dell'ambiente.

Tre profili di accesso, un obiettivo comune

Generazione Terra 2026 si rivolge a tre categorie distinte: i Giovani imprenditori agricoli (GIA), già attivi da almeno due anni, che puntano ad ampliare la base fondiaria; i Giovani startupper con esperienza (GSE), under 41, che vogliono avviare una nuova impresa; i Giovani startupper con titolo (GST), under 35, con un percorso formativo in ambito agrario.

Per questi ultimi il tetto di finanziamento è di 500.000 euro, mentre per le prime due categorie si arriva a 1,5 milioni.

Per i giovani startupper che si insediano per la prima volta come capo azienda è previsto un premio fino a 100.000 euro, erogato in riduzione delle rate di finanziamento: il 60% anticipato e il restante 40% dopo la verifica del piano aziendale da parte di ISMEA.

Che cosa accade ora

Conclusa la fase di presentazione delle domande, ISMEA sta procedendo alla verifica della ricevibilità delle istanze sulla base dei requisiti e della documentazione previsti dal prospetto informativo. Successivamente sarà avviata la fase istruttoria, che si concluderà entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello.

Le 256 domande presentate non si tradurranno automaticamente in altrettante operazioni fondiarie finanziate. Tutte le istanze dovranno infatti superare le verifiche di ricevibilità e la successiva istruttoria tecnica. Resta tuttavia significativo il livello di interesse registrato dall'edizione 2026, che conferma l'attenzione dei giovani verso strumenti dedicati all'accesso alla terra.